8 marzo 2010 / 14:07 / tra 8 anni

Prodotto potenziale Ocse cala di 3% con crisi, Italia ferma

MILANO (Reuters) - A causa degli effetti di lungo periodo della recessione mondiale, i paesi dell‘area Ocse registrano nel 2010 un calo del livello del prodotto potenziale del 3% rispetto ai livelli pre-crisi, mentre il prodotto potenziale dell‘Italia rimane stabile ai bassi livelli precedenti alla recessione.

<p>Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse, in foto d'archivio. REUTERS/Marcos Borga</p>

Lo ha detto Pier Carlo Padoan, capo economista dell‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

“La grande recessione ha messo in crisi il modello di crescita che conoscevamo... i paesi Ocse escono dalla crisi con un potenziale più basso e un debito più elevato” ha detto Padoan in un intervento a un convegno milanese su innovazione e sviluppo.

“Oggi il prodotto potenziale dei paesi Ocse è inferiore del 3% rispetto ai livelli pre-crisi” ha detto l‘economista, indicando per l‘Italia una sostanziale stabilità del prodotto potenziale.

“L‘Italia cresceva poco prima della crisi e il prodotto potenziale non cambierà di molto”, spiega Padoan che è anche vice presidente dell‘organizzazione con sede a Parigi.

Quanto al debito “nel 2010 i paesi Ocse avranno un debito medio superiore al 100%”, secondo le stime presentate dal capo economista.

In un lucido della presentazione di Padoan, il tasso di crescita del prodotto potenziale dei paesi Ocse è stimato a 1,8% nel periodo 2011-2017 dal 2,3% del periodo 2007-2008. Il tasso di crescita potenziale per l‘Italia è stimato a 0,9% nel 2011-2017, stabile rispetto al 2006-2008.

Padoan ha spiegato che la recessione riduce il prodotto potenziale attraverso diversi fattori: il trasformarsi della disoccupazione in un fenomeno strutturale, la minore accumulazione di capitale - a causa di un maggior corso del credito - la perdita di capitale umano e la perdita di capacità innovativa.

La politica economica può, però, agire sul prodotto potenziale, ha detto Padoan che ha sollecitato le istituzioni a investire in innovazione e a promuovere una riallocazione del modello di crescita di un paese verso i settori e i prodotti più dinamici.

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