1 marzo 2010 / 09:20 / 8 anni fa

Tasso disoccupazione gennaio 8,6%, massimo da 2004

<p>Lavoratori in uno stabilimento. REUTERS/Stefano Renna/Agnfoto</p>

ROMA (Reuters) - Il tasso di disoccupazione italiano aumenta lievemente in gennaio e si porta all‘8,6%, il livello più alto da almeno sei anni.

I disoccupati hanno superato la soglia di 2 milioni per il quarto mese consecutivo e rispetto a dicembre sono saliti di 5.000 unità.

Tra gennaio 2010 e gennaio 2009 l‘economia italiana ha bruciato 307.000 posti di lavoro. Dal mese di aprile 2008, quando l‘Italia è entrata ufficialmente in recessione, le persone con un lavoro sono diminuite di oltre 600.000 unità.

“Il trend di discesa dell‘occupazione prosegue, anche se sta un po’ rallentando. La previsione è di un ulteriore aumento della disoccupazione, con una stima verso fine anno di un tasso intorno al 9%”, commenta Marco Valli, economista di Unicredit.

A livello di Zona euro il tasso di disoccupazione si è attestato a gennaio al 9,9%. Fare un confronto non è però semplice dal momento che in Italia, a differenza di molti Paesi europei, i lavoratori che ricevono sussidi come la cassa integrazione sono comunque considerati occupati.

“Per effetto della Cassa integrazione il mercato del lavoro italiano sembra andare meglio degli altri Paesi, ma il ricorso alla Cig straordinaria avrà un impatto sul numero di disoccupati nei prossimi mesi”, sostiene Marina Bardini di Ref, che spiega di attendersi un tasso di disoccupazione in salita per tutto il 2010.

DISOCCUPAZIONE GIOVANI OLTRE 3 VOLTE MEDIA NAZIONALE

La situazione più critica si registra sempre tra giovani e donne, categorie solitamente meno protette dagli strumenti di welfare.

Tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione è pari raggiunge il 26,8%, oltre tre volte la media nazionale.

In una nota il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, addebita alle carenze formative le difficoltà dei più giovani.

“La debolezza dei giovani nel mercato del lavoro deve essere infatti affrontata più con canne per pescare che con pesci, ovvero aiutandoli a integrare le spesso deboli conoscenze scolastiche con attività di apprendimento per compiti in situazione lavorativa, rivalutando in particolare l’istruzione e la formazione tecnico-professionale”, dice Sacconi.

Tra le donne il tasso di disoccupazione tocca nel complesso il 9,8% ma scende di un decimo di punto rispetto a dicembre.

“La disoccupazione femminile preoccupa soprattutto nel Mezzogiorno ed è per questo importante ottenere dalla Commissione europea la possibilità di contratti agevolati in base al differenziale di genere nei territori, rilanciando i contratti di inserimento”, dice Sacconi nella nota.

17 MLN TRA INATTIVI E DISOCCUPATI

Sulla situazione dell‘Italia pesa anche una cospicua quota di persone che non partecipa al mercato del lavoro: il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni arriva nel mese di gennaio al 37,7%, pari a 14,871 milioni, in rialzo di un decimo di punto rispetto a dicembre.

Il tasso di inattività tra le donne raggiunge il 48,9% ed è superiore di oltre 22 punti percentuali al 26,4% che si registra tra gli uomini.

Sommando disoccupati e inattivi la popolazione che non lavora tra i 15 e i 64 anni è di 17,015 milioni di persone, a cui vanno comunque aggiunti i lavoratori in cassa integrazione.

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