25 febbraio 2010 / 09:24 / tra 8 anni

Fastweb,continuità azienda anche con commissariamento-AD

ROMA (Reuters) - L‘amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi assicura che la continuità aziendale dell‘operatore telefonico controllato da Swisscom sarebbe garantita anche nel caso in cui il giudice dovesse decidere per un suo commissariamento, nell‘ambito dell‘indagine della procura di Roma per riciclaggio e frode fiscale per 2 miliardi di euro.

“La continuità aziendale è comunque garantita”, ha risposto Parisi a un ascoltatore di Radio 24.

Il 2 marzo il gip di Roma è chiamato a esprimersi sulla richiesta della procura di interdire Fastweb e Telecom Italia Sparkle dall‘esercizio dell‘attività in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società per i reati eventualmente commessi dai propri funzionari.

“Come un eventuale commissariamento dovesse essere attuato non è dato sapere, ma siccome si tratta di una misura cautelare e non di una sanzione spero, credo, sia circoscritto alla verifica che l‘azienda non commetta reati e sottragga prove. Non credo che possa decretare la pena di morte per il soggetto indagato”, ha detto Parisi.

Come ieri in una affollata conferenza stampa a Milano, anche oggi dai microfoni della radio della Confindustria, il top manager, lui stesso indagato, ha assicurato che l‘azienda è sana ed estranea al carosello di fatture false scoperte dai magistrati per il quale oltre a Fastweb è indagata anche Telecom Italia Sparkle, controllata interamente da Telecom Italia.

Secondo il gip le indagini hanno portato alla luce un‘organizzazione criminale che realizzava attività economiche fittizie per svariati miliardi di euro al fine di ottenere crediti di imposta a vantaggio delle due società di tlc.

“È stato perpetrato un atto criminoso alle nostre spalle...Siamo venuti a sapere che due impiegati erano fortemente collegati con questo giro di malavita martedì [grazie alle intercettazioni delle forze dell‘ordine] e mercoledì mattina sono stati licenziati”, ha proseguito.

Il manager non è sicuro che sia finita qui ma ha la coscienza a posto perchè da quando è diventato AD, nel 2004, ha messo in moto tutti i meccanismi atti a prevenire comportamenti contrari alla legge.

“Non posso escludere che ce ne siano altri [di dirigenti infedeli]. Se ci sono, sono riferibili a soggetti sui quali l‘azienda non ha spinto con regole interne tali da indurre ad avere quel comportamento. Non possiamo però sapere cosa fanno i dipendenti fuori dal perimetro aziendale”.

Tornando alle accuse specifiche della procura che ha chiesto l‘arresto per il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia - il cui arrivo a Roma, per poi essere tradotto in un carcere, è atteso per il tardo pomeriggio di oggi - Parisi ha detto che nel 2002 furono effettivamente stretti contratti di traffico con alcuni imprenditori di cui però non era possibile individuare la finalità criminosa.

“Nel 2002, quando Fastweb era appena nata, vennero presentati degli imprenditori che avevano bisogno di avviare del traffico telefonico internazionale e fu avviata questa attività che noi potevamo misurare materialmente. A questi signori abbiamo pagato 38 milioni di Iva. Ora l‘accusa è che noi fossimo consapevoli che tale traffico fosse fittizio, che finisse poi nel nulla. Ma noi pesiamo la consistenza materiale del traffico che commercializziamo. Non è dato a noi sapere l‘uso finale di tale traffico”, ha spiegato Parisi.

“Solo oggi la Procura ha le prove, tramite i flussi finanziari, che fosse un traffico fittizio. Se la procura ci ha messo tre anni non vedo come noi avremmo potuto” saperlo.

Parisi assicura che nel 2006, non appena venuti a conoscenza dell‘indagine della procura, i contratti in questione furono chiusi anche con anticipo e sono state avviati audit interni di cui sono stati pubblicati i risultati nel bilancio.

“Oggi noi quel tipo di attività non la facciamo più. Allora eravamo un‘azienda giovane che doveva sgomitare per guadagnare quote di mercato e ogni possibilità di business era buona”.

Qualche ripensamento sull‘efficacia dei controlli interni?

“Il controllo interno dell‘azienda non ha fatto acqua, perchè non siamo di fronte a un controllo poliziesco dell‘attività dei singoli dipendenti. E’ una verifica sulla correttezza dei contratti, dei processi e dei flussi finanziari all‘interno dell‘azienda, sulla buona gestione dell‘azienda. Sarebbe grave se le aziende si occupassero di cose che non riguardano strettamente le sue competenze. Cosa che è invece accaduta per una primaria azienda di tlc che aveva un sistema legato alla sicurezza che andava molto oltre al suo perimetro di azione. Dobbiamo distinguere tra coloro che fanno bene il loro mestiere e chi è un criminale senza fare di tutta l‘erba un fascio”, ha detto Parisi.

Alle 11,45 le azioni Fastweb perdono il 5,2% a 14,4 euro.

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