19 febbraio 2010 / 08:55 / tra 8 anni

Fed rassicura mercati, aumento tasso sconto non cambia linea

WASHINGTON / MEMPHIS (Reuters) - Alcuni funzionari della Federal Reserve sono intervenuti nella serata americana, la notte in Italia, per dissipare il dubbio che l‘aumento a sorpresa dei tassi sui prestiti di emergenza possa anticipare l‘avvio di una più generale stretta monetaria, chiarendo che il costo del denaro rimarrà basso.

<p>Immagine d'archivio del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke a Washington. REUTERS/Jason Reed/Files (UNITED STATES - Tags: POLITICS BUSINESS HEADSHOT)</p>

“Queste modifiche non sono da intendersi come un avvicinamento a condizioni finanziarie più restrittive per le famiglie e per le imprese”, precisa un comunicato della Fed, “e non segnalano alcun cambiamento sull‘outlook della politica monetaria”.

Ieri l‘autorità monetaria ha aumentato il tasso di sconto sui prestiti di emergenza di 25 punti base, portandolo allo 0,75%. Prima della crisi, tale tasso era generalmante un punto percentuale intero più alto di quello di interesse.

Il governatore Ben Bernanke aveva preavvisato i mercati già dalla scorsa settimana circa l‘aumento, spiegando che scopo dell‘operazione era ampliare il differenziale fra il tasso fondamentale, che resta ancorato in prossimità dello zero, e il tasso di sconto a cui le banche possono prendere a prestito dalla Fed.

Tuttavia, nessuno nei mercati si aspettava un provvedimento così presto e la tempistica della decisione - in largo anticipo sulla riunione del 16 marzo sulla policy - ha spinto gli investitori a scommettere sull‘alta probabilità di un aumento nei tassi di riferimento nel corso di quest‘anno.

Quella di ieri è la prima modifica ai tassi dal dicembre 2008 e il primo rialzo da prima dell‘inizio della crisi nel 2007. Il dollaro ha reagito con un balzo verso l‘alto, mentre buoni del Tesoro e azionario bancario sono caduti dopo l‘annuncio.

“Questa è una decisione importante e probabilmente simbolica che avrà un impatto sull‘umore dei mercati”, ha detto a Reuters Robert Rennie, strategist di Westpac a Sydney. “Il ciclo della terapia d‘urto di politica espansiva è partito con i tagli dei tassi - il concetto era aumentare la liquidità per le banche. L‘aumento del tasso di sconto significa che il lungo viaggio verso la normalizzazione è iniziato”.

Con il tempo tuttavia le rassicurazioni della Fed hanno sortito i loro effetti. Il dollaro ha annullato i rialzi e i Treasuries hanno recuperato parte delle perdite dopo le dichiarazioni di James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, che parlando a Memphis, Tennessee, ha definito “esagerati” i timori degli investitori circa una stretta monetaria già da quest‘anno, aggiungendo che la decisione sul tasso di sconto non è un segnale sulla policy.

“La politica monetaria resta accomodante”, gli ha fatto eco il presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockhart. “E’ una posizione necessaria a sostenere una ripresa agli albori e a mio parere ancora fragile”.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below