13 febbraio 2010 / 14:33 / 8 anni fa

Banche, disaccordo tra Draghi e Abi su legge commissioni

di Gabriella Bruschi

NAPOLI (Reuters) - Necessità di intervento legislativo per la Banca d‘Italia, autoregolamentazione concordata con l‘antitrust per l‘Abi. I due punti discordanti di vista riguardano nuovamente un tema caldo per le banche, quello delle commissioni sui conti correnti, su cui ha puntato il dito stamane il governatore della banca centrale.

Nel suo discorso, in occasione del congresso Aiaf Assiom Forex, Mario Draghi, sulla base di un‘indagine condotta dalla stessa banca centrale, ha posto l‘accento sulla difficoltà per la clientela a farsi largo tra la varietà delle commissioni bancarie e sull‘aumento, in certi casi, degli oneri.

“La varietà di nuove commissioni rende difficile per il cliente confrontare le diverse offerte. Occorre che la loro struttura venga drasticamente semplificata” dice Draghi e poi aggiunge. “Un nuovo intervento legislativo (...) appare necessario. Inoltreremo nei prossimi giorni al Governo una proposta organica di disciplina che porti a oneri espressi con chiarezza...”.

Immediata è stata la risposta del presidente dell‘associazione bancaria Corrado Faissola, che, subito dopo l‘intervento del governatore, ha detto ai giornalisti: “Non riteniamo opportuno che la materia sia ulteriormente disciplinata da norme di legge. E’ sullo strumento che abbiamo qualche riserva, non sull‘obbiettivo della semplificazione”, ha detto, e propone invece “una autoregolamentazione concordata con l‘antitrust”.

La Banca d‘Italia ha compiuto una rilevazione sulle commissioni applicate da 500 banche italiane (rappresentative di circa l‘80% dei conti correnti alla clientela) su affidamenti e scoperto di conto corrente rilevando da una parte che il ventaglio dei prezzi è amplissimo e dall‘altra che l‘onere “se nella media si registra una riduzione, in circa un terzo dei casi è aumentato”.

Faissola sottolinea a sua volta, citando l‘indagine, che “si è registrata una importante riduzione, -41% sui conti affidati e -35% sui conti non affidati”.

Le commissioni sullo scoperto di conti correnti vengono viste dalle banche come una via per tutelarsi da un evento - quello dello scoperto -- che non viene solitamente preventivato e al quale esse devono far fronte con misure di emergenza.

“Il rosso di conto corrente - poniamo per l‘assenza di fondi per il pagamento di un‘utenza - arriva all‘improvviso e le banche devono far fronte con fondi di emergenza” spiega una fonte bancaria.

L‘indagine della Banca d‘Italia è visibile da oggi sul suo sito, www.bancaditalia.it.

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