12 febbraio 2010 / 15:37 / tra 8 anni

Eni, utile trim4 cala ma sopra le stime, 2010 incerto

di Giancarlo Navach

<p>Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni, in foto d'archivio. REUTERS/Sebastien Pirlet</p>

MILANO (Reuters) - Il gruppo Eni chiude il quarto trimestre con utili in discesa ma sopra le attese, un dato che spinge il titolo in borsa. L‘anno è stato difficile, ha detto l‘AD Paolo Scaroni, e anche sul 2010 la guidance è difficile.

Il quarto trimestre del 2009 è finito con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) di 1,39 miliardi di euro, in calo del 29% rispetto allo stesso periodo 2008 ma sopra le attese di consenso (1,179 miliardi), mentre nell‘intero anno si attesta a 5,21 miliardi, in contrazione del 49%.

Il dividendo complessivo che il Cda proporrà all‘assemblea degli azionisti è di 1 euro, comprensivo di 0,50 distribuiti per il primo semestre, in calo del 23% rispetto a 1,30 distribuito nel 2008.

Il 2009 è stato un anno difficile, così come si prevede sarà anche il 2010, ha sottolineato Scaroni, nel corso della conference call con gli analisti, che ha visto il manager bloccato a Roma a causa della nevicata.

La situazione del Refining&Marketing resta drammatica in tutta Europa, mentre ci sono spiragli di ripresa per la petrolchimica. Nessuna urgenza per ridurre la partecipazione in Snam Rete Gas.

Nel trimestre l‘ebit adjusted del gruppo petrolifero si attesta a 3,70 miliardi di euro, in contrazione del 6% rispetto al quarto trimestre 2008.

In una Piazza Affari in rosso, il titolo balza del 2,13% a 16,82 euro, a fronte dello stoxx europeo del settore piatto, grazie al dato dell‘utile trimestrale sopra le attese del mercato.

“Mi aspettavo una reazione positiva, ma non così forte anche perché l‘indebitamento è ben sopra le attese di 20-21 miliardi di euro e la guidance sulla produzione nel 2010 è piatta”, osserva un analista di una banca d‘affari.

A fine 2009 l‘indebitamento finanziario netto del gruppo si attesta a 23,04 miliardi, in forte crescita rispetto a 18,38 miliardi di fine 2008. Un balzo che tuttavia non preoccupa i vertici del gruppo. “I nostri livelli di leverage non ci preoccupano perché restano nei paramatri di quello che definiamo una solida posizione finanziaria, vogliamo mantenere una accesso efficiente al mercato di debito”, ha detto il Cfo, Alessandro Bernini, sottolineando che una parte significativa (10 mld) del debito deriva da attività regolate: Snam Rete Gas, Stogit e Italgas.

Anzi, il gruppo punta a ridurre il debito dalle cessione delle proprietà di trasporto che detiene in tre gasdotti europei, come da accordi con la Ue, anche se non saranno contabilizzati nei risultati del 2010.

La produzione di idrocarburi sale dell‘1,7% a 1,89 milioni di barili al giorno, mentre su base annua scende dell‘1,6%. Se si escludono i tagli dell‘Opec la produzione sale del 2,8% nel trimestre, mentre è invariata su base annua.

Le vendite di gas sono scese dell‘8,4% a 28,39 miliardi di metri cubi nel quarto trimestre; -0,5% su base annua.

Quest‘anno il gruppo prevede una leggera ripresa dei consumi mondiali di petrolio e anche la domanda europea ed italiana di gas è attesa in leggera ripresa. Stante questo scenario, la produzione di idrocarburi è vista su livelli non inferiori al 2009, assumendo uno scenario di brent a 65 dollari al barile.

In occasione della presentazione dell‘ultimo piano strategico il gruppo ha detto di puntare a una crescita della produzione del 3,5% l‘anno al 2012.

Andando nel dettaglio delle singole divisioni, la redditività del trimestre risente della “rilevante perdita operativa registrata dal downstream petrolifero, mentre migliorano i risultati dei settori Exploration & Production per la crescita produttiva e la ripresa del prezzo del petrolio e Gas & Power”.

Nel settore Gas continua a pesare la contrazione delle vendite in Italia (-3,29 miliardi di metri cubi, pari al 24,7% nel trimestre) a causa delle recessione e dell‘intensificarsi della pressione competitiva.

R&M DRAMMATICO IN EUROPA, SU CHIMICA SPIRAGLI DI RIPRESA

“Quello che sentiamo è che non è il momento per pianificare alcune dismissioni. Il mercato è drammatico in Europa nel refining e per la raffineria di Livorno, che non è più in vendita, non abbiamo trovato un vero compratore”, ha sottolineato Scaroni.

Diverso il caso della petrolchimica, altro tallone d‘achille del gruppo. “E’ presto per parlare di un break even del settore nel 2010. Registriamo un miglioramento a gennaio e febbraio. Per questo non sono sicuro se ci sarà un break even, ma un miglioramento in termini di cash flow”, ha aggiunto l‘AD.

PER DISCESA IN SNAM SERVE OK GOVERNO E PARLAMENTO

Il numero uno di Eni è infine tornato sull‘ipotesi di discesa in Snan Rete Gas, di cui Eni detiene il 52,5% del capitale. “Cercherò di chiarire le mie posizioni: c’è un accordo generale secondo cui la parte di trading del gas è sinergica con l‘E&P e non va ceduta, c’è poi la parte regolamentata che riguarda Snam e i gasdotti. I disinvestimenti potenziali di Eni in questi business sono nelle volontà del governo e del Parlamento”. E comunque, ci tiene a precisare il manager, “siccome non mi aspetto nessuna azione a breve, è molto prematuro parlare di un disinvestimento che, oggi, sarebbe un brutto affare perché mi aspetto che Snam farà bene grazie alle sinergie dall‘integrazione di Stogit e Italgas nei prossimi 24 mesi”

“Non abbiamo nessuna urgenza di posizioni alternative”, ha concluso.

Anche Snam é in positivo e sale di quasi 1%.

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