10 febbraio 2010 / 16:41 / 8 anni fa

Antonveneta, Fiorani: consigli Fazio tornano come incubo

MILANO (Reuters) - Le autorità politiche e finanziarie dell‘epoca erano al corrente dell‘operazione di scalata di Antonveneta ed avevano espresso giudizi positivi. Al punto che i consigli dell‘allora governatore della Banca d‘Italia Antonio Fazio lui li ricorda “come un incubo che ritorna tutte le notti”.

<p>Gianpiero Fiorani in foto d'archivio. REUTERS/Daniele La Monaca</p>

Così l‘ex amministratore delegato dell‘allora Banca Popolare di Lodi, ora confluita in Banco Popolare, Gianpiero Fiorani, ha rievocato oggi la vicenda, durante l‘interrogatorio davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano nel processo sulla tentata scalata dell‘istituto di credito lodigiano ad Antonveneta.

“Nel luglio 2004 incontrai in Sardegna a casa del premier [Silvio] Berlusconi, [Luigi] Grillo e [Cesare] Previti. Parlai a Berlusconi della mia volontà di scalare Antonveneta, lui mi disse: ‘Se al governatore va bene, è un bellissimo progetto’. Gli portai il progetto con la copertina dei colori di Forza Italia perché pensavo potesse fargli piacere, cambiando il colore della copertina originaria che aveva i colori dell‘Antonveneta”, ha raccontato Fiorani, suscitando l‘ilarità del pubblico e degli avvocati presenti in aula.

Fiorani ha rievocato l’“amarezza” provata nell‘uscire sconfitto dalla vicenda BiPop Carire, quando Bankitalia preferì un‘altra banca alla sua.

“Capii che il sistema era così, piuttosto dirigistico, in questo Paese non si poteva fare nulla senza che il governatore non decidesse cosa fare. Questo è accaduto e questo avviene anche adesso”.

COL GOVERNATORE RAPPORTI POI MIGLIORATI

Fiorani ha anche ricordato che l‘ex governatore della Banca d‘Italia Antonio Fazio gli aveva detto che, per far fallire l‘Opa della banca olandese Abn Amro su Antonveneta, Banca Popolare di Lodi doveva raggiungere il 50%.

“Queste cose si ricordano come fossero incubi di notte, queste cose vengono fuori tutte le notti da cinque anni e mezzo”, ha detto oggi Fiorani. “Ricordo non solo le parole, ma anche le fattezze e il modo con cui Fazio lo ha detto”, ha aggiunto Fiorani.

In seguito i suoi rapporti con Fazio migliorarono, ha raccontato Fiorani. Al punto che le famiglie divennero amiche e si frequentavano. Anche se, ha detto, in quelle circostanze, “non si parlava mai di banche, ma di altro. Si parlava tanto di problemi politici, degli attacchi che il governatore subiva da [l ministro dell‘Economia Giulio] Tremonti. Fazio è sempre stato per indole una persona sola nel sistema”.

Fiorani ha raccontato che anche il presidente della Consob Lamberto Cardia era al corrente dei particolari dell‘operazione Antonveneta e nel corso di un incontro istituzionale affermò che non vi ravvedeva irregolarità.

“Cardia mi fece capire che non ci vedeva niente di male nell‘operazione”, ha detto Fiorani.

Rievocando un incontro avvenuto nel febbraio 2005, con Cardia, “un incontro istituzionale, al quale arrivai però dalla porta di servizio per evitare la curiosità dei giornalisti interessati all‘operazione”, ha detto Fiorani.

Fiorani ha detto di aver spiegato a Cardia i dettagli dell‘operazione e di avergli mostrato gli affidamenti in conto corrente dei clienti.

“E tenete conto che a quell‘epoca alcuni giornali avevano già scritto che Bpi aveva finanziato alcuni nominativi in quella operazione”, ha sottolineato Fiorani.

“Cardia mi annunciò inoltre, una ispezione. Mi disse che sarebbe stata fatta alla scadenza del patto di sindacato. Quella ispezione fu deliberata il 18 marzo, ma mi venne mandata un mese dopo, ad aprile. A questo punto, posso dire che la Consob valutò quella operazione come regolare”, ha raccontato ancora l‘ex ad della banca lodigiana.

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