10 febbraio 2010 / 09:25 / tra 8 anni

Italia, nuova frenata industria a dicembre, male 2009

MILANO/ROMA (Reuters) - Con una battuta d‘arresto di 0,7% rispetto a novembre la produzione industriale italiana disattende ampiamente le aspettative in coda al 2009 e fa dell‘anno scorso il campione negativo dell‘intera serie Istat iniziata nel 1990.

<p>L'impianto Favini di produzione carta a Rossano Veneto. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: ENVIRONMENT)</p>

In parte compensata dalle revisione migliorativa di novembre, il cui recupero è stato corretto da Istat a +0,4% da +0,2%, la flessione destagionalizzata di dicembre si confronta con il consensus raccolto da Reuters per un modesto ma dignitoso +0,1%.

A livello aggregato il quarto trimestre mostra una frenata di 0,8% dopo il balzo di 4,4% del periodo luglio-settembre, mentre l‘intero 2009 corretto per il calendario evidenzia un calo di 17,5% dopo il -3,3% dell‘anno precedente.

Sulla base della lettura di dicembre l‘ufficio studi Isae elabora per il primo trimestre 2010 la nuova stima di recupero congiunturale di 2%., mentre segnali positivi si delineano anche per il secondo trimestre. Le previsioni di Isae per i primi mesi dell‘anno sono poi dettagliate in un incremento dello 0,6% su mese per gennaio, di un +1,6% in febbraio e di +0,3% in marzo.

Gilles Moec di Deutsche Bank definisce gli odierni numeri Istat deludenti come quelli francese e tedesco.

“Il profilo italiano sembra una versione esagerata del resto della zona euro: un‘estate molto positiva seguita da una marcata correzione” osserva.

Ipotizzando l‘exploit dell‘estate legato a un ampio decumulo di scorte, “guardando avanti le prospettive sono peggiori oggi rispetto a circa tre mesi fa: prevediamo per il quarto trimestre un prodotto interno lordo soltanto marginalmente positivo, in recupero di 0,1/0,2%” continua.

La parabola di produzione e Pil sembra infatti procedere almeno finora in parallelo tra Italia e zona euro: dopo un brillante terzo trimestre complice anche il prezioso contributo dell‘industria brusca frenata dell‘attività in autunno e prospettive timidamente positive per l‘anno nuovo.

Molto simile la posizione di Paolo Pizzoli, analista Ing, che conferma per il quarto trimestre la proiezione di 0,1% - consensus Reuters raccolto prima dei numeri di produzione - per il Pil dopo il +0,6% dei tre mesi al 30 settembre.

“Un quadro ancora fortemente contrastato: la ripresa si prospetta lenta e il rischio è che la recessione possa aver lasciato danni permanenti alla struttura produttiva del paese”.

Come il risultato italiano, hanno del resto ampiamente deluso le aspettative dei mercati finanziari i numeri francesi (calo mensile di 0,1% contro un consensus di +0,5%) e tedesco (-2,6% su novembre rispetto ad attese di +0,5%).

In controtendenza il risultato spagnolo, con una caduta annua di 1,4% contro il ben più pessimista -3,0% delle attese.

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