5 febbraio 2010 / 10:25 / 8 anni fa

Italia, Istat: prezzi gennaio +0,1% mese, +1,3% anno

ROMA (Reuters) - Secondo le stime provvisorie dell‘Istat l‘indice Nic dei prezzi al consumo è aumentato nel mese di gennaio dello 0,1% su mese e dell‘1,3% su anno.

<p>Una donna davanti alle vetrine di un negozio con i saldi. REUTERS/Suzanne Plunkett</p>

A dicembre l‘indice era salito dello 0,2% in termini congiunturali e dell‘1% su base annua.

“Il dato congiunturale è lievemente inferiore alle attese, ma la variazione annua è in linea con quanto si era previsto” ha spiegato Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

Il consensus Reuters indicava un aumento dello 0,2% sul mese precedente e dell‘1,3% su gennaio 2009.

L‘aumento contenuto dei prezzi continua a riflettere la sostanziale debolezza della domanda.

“Ha stupito il calo delle spese per il tempo libero, più sensibili all‘andamento della domanda finale, evidenziando la debolezza dei consumi”, ha spiegato Mameli, aggiungendo che anche le comunicazioni hanno registrato una riduzione dei prezzi, ma minore del previsto.

A gennaio la componente dell‘indice Nic “ricreazione, spettacoli, cultura” è scesa dello 0,4% su base congiunturale (+0,7 a dicembre), mentre le comunicazioni hanno registrato un -0,7% (-0,4% a dicembre).

“Per il resto le variazioni sono state ridotte, intorno allo 0-0,1%. Al di là dell‘aumento dei trasporti, che risentono del rialzo dei prezzi dei carburanti, tutte le componenti risentono della debolezza della domanda” ha aggiunto Mameli.

Un aumento è stato però registrato anche dalle spese sanitarie, cresciute dello 0,5% su mese.

“Il rialzo è dovuto soprattutto al comparto sanità, che ha controbilanciato il calo di telecomunicazioni e ‘leisure and culture’. Le altre componenti, compresi i trasporti, sono rimaste in linea con il dato precedente” secondo Carmela Pace di Mps Capital Services.

INFLAZIONE SOTTO CONTROLLO

La crescita del dato tendenziale sull‘inflazione non desta però preoccupazione: da un lato perchè contenuto, dall‘altro perchè legato al confronto statistico con l‘anno passato.

“Il dato tendenziale è risalito dal minimo di zero toccato a luglio, sulla scia dell‘effetto statistico, soprattutto sulla componente energia” ha spiegato Mameli, sottolineando che “il trend generale dell‘inflazione è sotto controllo”.

L‘economista di Intesa Sanpaolo prevede che nei prossimi mesi i prezzi saliranno in media dell‘1,3-1,4%, mentre nella seconda parte dell‘anno potrebbero avvicinarsi al +2%, con la spinta dell‘energia e delle tariffe controbilanciata dalla debole domanda.

Anche per Carmela Pace l‘inflazione non supererà la soglia del 2%. “A febbraio potrebbe esserci un rialzo più consistente, dell‘1,6% su anno. In generale nel 2010 l‘inflazione sarà più alta del 2009, intorno all‘1,7% e quindi sotto controllo”.

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