4 febbraio 2010 / 11:20 / tra 8 anni

Incentivi, governo frena. Marchionne si dice d'accordo

ROMA (Reuters) - Il governo mette nuovamente in dubbio il rinnovo degli incentivi all‘acquisto di auto ecologiche nel 2010.

<p>Il logo di Fiat REUTERS/Rebecca Cook</p>

“Stavamo esaminando la possibilità di rinnovarli. La Fiat pare non sia interessata ad averli”, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Il Capo del governo ha così risposto indirettamente all‘intervista che l‘Ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha rilasciato oggi a La Stampa, di proprietà della famiglia Agnelli. “Sono agnostico sugli incentivi: il governo faccia la sua scelta e noi la accetteremo senza drammi”, ha detto Marchionne.

Nel pomeriggio il numero uno della Fiat ha diffuso un comunicato dicendo che sarebbe d‘accordo con il governo se dovesse decidere di non rinnovare gli incentivi.

Già ieri il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, aveva messo in discussione il rinnovo degli incentivi, spiegando che il governo deve valutare se possono essere “utili o distorsivi del mercato”.

La Fiat ha ribadito in più occasioni che senza incentivi il numero di immatricolazioni potrebbe ridursi nel 2010 di 300 mila unità a quota 1,7 milioni.

Oggi Marchionne dice che “rinnovare queste misure adesso non farebbe altro che rimandare il problema alla prossima scadenza”.

Sul dossier incentivi pesano evidentemente i tatticismi di entrambe le parti. Del resto, che la partita non sia ancora chiusa lo dice chiaramente Berlusconi: “Stiamo discutendo con gli altri protagonisti del settore auto. Siamo sempre aperti e pronti a dare una mano dove serve”.

NODO OCCUPAZIONE PESA SU MAGGIORANZA IN PARLAMENTO

La Fiat vuole chiudere a fine 2011 l‘impianto siciliano di Termini Imerese. Il governo sembra disposto ad accettare il disimpegno, ma in cambio vuole che l‘azienda aumenti la produzione italiana.

Il negoziato prosegue mentre dalla maggioranza giungono sempre più evidenti le pressioni per vincolare la concessione degli incentivi a un maggiore impegno di Fiat in Italia.

“Bisogna avere il coraggio di dire basta ad elargizioni statali se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali. Occorre fermare la logica degli incentivi se non è seguita da un‘attenta e forte politica delle imprese che esalti e tuteli l‘occupazione”, ha detto oggi il presidente del Senato Renato Schifani.

Un vincolo diretto tra incentivi e mantenimento dei posti di lavoro non è però possibile perché susciterebbe lo stop immediato dell‘Unione europea.

Il governo ci aveva già provato l‘anno scorso. Il decreto del 2009 prevedeva infatti la firma di un protocollo di intenti con i produttori, che avrebbero dovuto fornire garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali.

L‘Unione europea ha protestato e il Parlamento ha modificato il decreto stabilendo che l‘erogazione degli incentivi fosse subordinata a non delocalizzare gli impianti al di fuori dello Spazio economico europeo.

La decisione finale sugli incentivi arriverà con tutta probabilità l‘8 e il 9 febbraio dalla Spagna, al termine del Consiglio europeo dell‘Industria di Saragozza, dove Scajola dovrà concordare una posizione comune con i colleghi ministri. La Germania ha già fatto sapere che non intende procedere a nuovi aiuti.

Prima del vertice spagnolo, però, Scajola tornerà a incontrare questo venerdì Fiat e sindacati per negoziare il destino di Termini Imerese. Il governo sta valutando otto diverse proposte di riconversione industriale ma chiede a Fiat di partecipare attivamente alla ricerca della soluzione.

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