3 febbraio 2010 / 11:19 / tra 8 anni

Alcoa, governo non permetterà chiusura impianti

ROMA (Reuters) - Il governo italiano è impegnato a impedire che Alcoa decida unilateralmente la chiusura di due suoi impianti di produzione in Italia.

<p>Una manifestazione dei lavoratori di Alcoa REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola a margine della conferenza con l‘Agenzia Internazionale per l‘Energia a Roma e la stessa posizione è stata ribadita dal governo anche con un comunicato di palazzo Chigi.

“Il governo non permetterà decisioni unilaterali. Alcoa subirà tutte le conseguenze di una scelta improvvida”, ha avvertito Scajola.

La nota della presidenza del Consiglio ribadisce quanto già scritto in una analoga dichiarazione di Silvio Berlusconi della scorsa settimana: “Alla vigilia della riunione americana dei vertici Alcoa sul futuro degli impianti italiani, il governo rinnova l‘invito all‘azienda a tenere un atteggiamento responsabile, in attesa dell‘esame della Commissione europea previsto entro la fine del mese”.

“Come è stato più volte ricordato ieri sera a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, le eventuali osservazioni della Commissione Ue al provvedimento già notificato a Bruxelles potranno trovare spazio nel decreto legge all‘esame del Parlamento”, aggiunge la nota.

Il comunicato si conclude con “la richiesta all‘azienda affinché nessuna azione unilaterale venga assunta prima dell‘incontro riconvocato per lunedì 8 febbraio”.

L‘azienda americana produttrice di alluminio ha annunciato di voler chiudere i suoi due impianti italiani entro il prossimo 6 febbraio, nonostante gli impegni del governo italiano a trovare energia a prezzi competitivi, sconti però che devono attendere ora l‘autorizzazione da parte della Commissione Ue.

I due impianti sono uno a Fusina, in provincia di Venezia, ed il secondo a Portovesme, in Sardegna.

Della questione si è occupato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha scritto una lettera al presidente e amministratore delegato dell‘Alcoa, Klaus Kleinfeld, per invitare “la multinazionale a conservare l‘attività produttiva negli impianti italiani, e a non assumere decisioni al riguardo prima che la Commissione europea abbia proceduto all‘esame del provvedimento”, atteso entro questo mese.

Anche il papa Benedetto XVI ha lanciato lo scorso 31 gennaio un appello affinché si tutelino i lavoratori in realtà difficili, citando Termini Imerese [lo stabilimento Fiat] del quale è stata annunciata la chiusura e Portovesme.

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