2 febbraio 2010 / 09:53 / tra 8 anni

Iran, Italia blocca nuovi investimenti petrolio e gas

GERUSALEMME (Reuters) - L‘Italia è assolutamente ferma nel bloccare gli investimenti nel settore del petrolio e del gas in Iran al punto che ha già sospeso l‘assicurazione Sace per chi intende investire nel Paese e che Eni ha disdetto la possibilità di sviluppare la terza fase di un importante giacimento.

<p>Franco Frattini, ministro degli Esteri, in una foto d'archivio. REUTERS/Vincent Kessler</p>

Lo hanno detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in occasione della visita di Stato in Israele.

“L‘italia dal 2007 ha tolto ogni supporto del governo alle esportazioni in Iran. Dal 2007 abbiamo ridotto di un terzo la nostra presenza che si riduce ad una sola azienda”, ha detto Berlusconi nella conferenza stampa con il primo ministro israeliano Benjiamin Netanyahu riferendosi alla partecipazione di Eni nello sviluppo del giacimento di Darkhovin.

“L‘Eni ha un contratto da rispettare, salvo pagare una penale, ma ha già disdetto la possibilità che aveva di sviluppare la terza fase di un importante giacimento”, ha detto ancora Berlusconi.

Intervistato da La7 Frattini ha detto:“Siamo assolutamente fermi nel bloccare nuovi investimenti nel settore del petrolio e del gas. Abbiamo già bloccato l‘assicurazione Sace per chi investe in Iran. E’ una misura di assoluta correttezza che gli amici israeliani apprezzeranno”.

Il ministro ha aggiunto che l‘amministratore delegato di Eni Paolo ”Scaroni “ha dato la sua disponibilità a incontrarsi con l‘amministrazione israeliana”.

Alla vigilia della visita di Berlusconi, Israele aveva messo l‘accento sul volume degli affari tra Roma e Teheran, auspicando una sua riduzione.

“Ci è stato richiesto di ridurre il volume degli scambi. Noi non abbiamo segreti con i nostri amici israeliani e diremo loro i dati dell‘interscambio. Dal 2001 al 2008 c’è stata una riduzione di oltre la metà e nei primi mesi del 2009 c’è stata una riduzione del 30% rispetto al 2008, comunque meno della metà dell‘interscambio tedesco”, ha detto Frattini.

Nel 2008 l‘interscambio complessivo Italia-Iran è stato di oltre 6 miliardi di euro con un disavanzo per il nostro Paese di 1,75 miliardi di euro, secondo quanto riporta un documento Ice datato novembre 2009.

Secondo gli ultimi dati forniti dall‘Istat relativi al periodo gennaio-agosto 2009 l‘interscambio complessivo è stato di 2.418 milioni di Euro con un calo del 41,4% rispetto all‘analogo periodo del 2008.

Frattini ha spiegato che Teheran è interessata in particolare alle alte tecnologie per l‘estrazione del gas: “L‘Iran ha problemi per la profondità dei pozzi. La Saipem ha prodotti avanzati” che l‘Iran vorrebbe avere ma che l‘Italia non ha intenzione di dare.

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