29 gennaio 2010 / 16:16 / 8 anni fa

Fiat, su Termini sette proposte, nuovo round il 5 febbraio

<p>Claudio Scajola e Sergio Marchionne in foto d'archivio. REUTERS/Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - Il governo ha sette proposte da valutare per la riconversione industriale di Termini Imerese, l‘impianto siciliano che Fiat vuole chiudere a fine 2011.

Al termine del tavolo con azienda e sindacati, il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola assicura che Fiat “parteciperà attivamente allo sviluppo delle soluzioni”, ma l‘impressione riferita a Reuters da uno dei presenti alla riunione è che il governo sia disponibile a “barattare il disimpegno da Termini con un aumento della produzione negli altri impianti italiani”.

“Dopo il tavolo, mano a mano che saranno pronti nei dettagli, i piani industriali di riordino degli stabilimenti Fiat in Italia saranno presentati per essere approfonditi”, ha detto Scajola parlando con i cronisti al termine dell‘incontro.

Il governo vuole da Fiat un piano industriale per i due terzi degli 8 miliardi di investimenti previsti in Italia tra 2010 e 2011.

Da oggi quindi la task force insediata dal ministero inizierà l‘esame delle sette proposte per arrivare a soluzioni concrete da discutere alla prossima riunione del tavolo, in agenda il 5 febbraio.

Il direttore Relazioni esterne del gruppo Fiat, Ernesto Auci, ha detto che il gruppo torinese è “pronto a sostenere proposte di riconversione da parte della Regione a Termini Imerese per mantenere l‘occupazione anche quando la produzione finirà”.

TERMINI, PER CGIL AVANTI CON AUTO, PER CISL NO

Ma sulle soluzioni le idee sono diverse: per il leader della Cisl Raffaele Bonanni lo stabilimento di Termini deve continuare a produrre, non importa quale tipo di produzione; per il leader della Cgil Guglielmo Epifani invece è importante che continui a produrre auto poiché “Fiat non può considerarsi fuori della partita”.

Per Epifani invece “la soluzione migliore è che si continui la produzione dell‘automobile. Non si può rincorrere la roulette russa di progetto che poi non si realizzano. Il governo deve avere maggiore determinazione”.

“Il giudizio è sospeso. Abbiamo sollecitato il piano industriale anche per risolvere il problema di Pomigliano, se non si risolve questo proseguire diventa difficile”, ha aggiunto ai cronisti Epifani.

FOCUS SUL CONSIGLIO UE DEL 9 FEBBRAIO

La riunione di oggi sarebbe dovuta essere a livello tecnico, ma la scelta del leader della Cgil di voler essere presente ha spinto gli altri due leader sindacali a presentarsi, alzando così il livello dell‘incontro.

La partita su Termini Imerese si gioca in parallelo con il negoziato per la proroga degli incentivi, senza i quali Fiat stima che le immatricolazioni possano ridursi nel 2010 di 300 mila unità a 1,7 milioni.

“Fiat non è un gruppo assistito”, mentre sugli incentivi sugli incentivi “il governo è libero di decidere, anche per il bene del Paese”, ha detto Auci.

Scajola ha ricordato che l‘8 e il 9 febbraio si terrà a San Sebastian una riunione dei ministri europei dell‘Industria.

L‘Italia punta a concordare con i partner europei la linea sugli incentivi. Proprio per questo una fonte governativa ipotizza che le nuove misure possano vedere la luce solo dopo il 9 febbraio. Durante l‘incontro Scajola si è limitato a dire che il governo dirà “in tempi brevi” se ci saranno o meno incentivi quest‘anno.

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