27 gennaio 2010 / 09:06 / 8 anni fa

Fiat, Scajola: trattativa più difficile dopo Cig

<p>Un logo Fiat all'esterno di uno stabilimento Fiat a Torino. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

ROMA (Reuters) - La decisione di Fiat di ricorrere a due settimane di cassa integrazione in tutti gli stabilimenti italiani per far fronte al calo degli ordini “rende più difficile” la vertenza tra il gruppo torinese e il governo sullo stabilimento siciliano di Termini Imerese e sul rinnovo degli incentivi per le auto.

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che venerdì ospita al ministero il tavolo con i sindacati e l‘azienda sul piano industriale Fiat.

“Ecco, questa rapidità di decisione della Fiat di annunciare già da oggi e di avviare a fine mese la cassa integrazione per tutti gli stabilimenti mi pare una decisione non opportuna”, ha detto Scajola intervenendo su Sky Tg 24.

“Con la Fiat i nostri contatti sono continui, ma non sapevamo che avesse deciso l’annuncio di ieri. Questo rende tutto più difficile. Mi auguro che si possa riannodare il filo ma sicuramente questa decisione non opportuna in questo momento rende più difficile la vertenza”, ha aggiunto il ministro.

Le parole del ministro non hanno aiutato il titolo Fiat in Borsa che è arrivato a perdere fino al 3%.

Alle 12,50 le azioni del gruppo guidato da Sergio Marchionne valgono 9,2650 euro in alo del 2,06%.

“Tutto il settore è sotto pressione in Europa ma questa incertezza sugli incentivi crea una situazione difficile”, ha detto un dealer.

Critica nei confronti di Scajola l‘Associazione italiana dei poduttori di auto (Anfia), che definisce il ricorso alla Cassa integrazione di Fiat “un fatto puramente industriale”.

La sospensione della produzione scatterà a partire dal 22 febbraio ed è stata spiegata da Marchionne con il prevedibile crollo del mercato in gennaio in assenza di incentivi.

Gli incentivi sono scaduti a fine 2009 e Scajola ha annunciato nuovi aiuti agli acquisti di auto entro metà febbraio anche se in forma ridotta rispetto allo scorso anno.

Nel gennaio 2009, in attesa del rinnovo degli incentivi scaduti a fine 2008, il mercato dell‘auto registrò un calo delle vendite del 32,64%.

“Non c’è dubbio che gli incentivi sono un fenomeno che turba l’andamento normale del mercato. Tant’è vero che stiamo pensando di farlo per un periodo limitato con cifre meno consistenti per accompagnarlo fino alla cessazione degli incentivi”, ha ribadito il ministro.

“Il mercato è stato in qualche modo drogato [dagli incentivi], in modo specifico l’anno scorso negli ultimi mesi con un grande recupero di vendite”.

Il rinnovo degli incentivi avverrà tramite un nuovo decreto legge o un emendamento al ddl di conversione del decreto Milleproroghe, sotto esame in Senato.

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