28 gennaio 2010 / 10:06 / 8 anni fa

Borsa Milano in calo con banche e Fiat, bene Telecom e StM

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in calo una seduta nervosa, che ha proceduto a strappi, salvo andare in picchiata nel finale.

<p>Un'immagine della borsa di Milano. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

Gli operatori sottolineano come, al di là di sporadici rialzi, la tendenza da inizio anno sia inequivocabilmente ribassista. Importante, sottolinea un analista grafico, la rottura del supporto del FTSE Mib posto a 22.000 punti. E significativo il fatto che una serie di trimestrali sopra le attese (Nokia, 3M, Ford) non abbia fatto rialzare la testa ai mercati.

“Abbiamo assistito all‘ennesimo attacco alla Grecia”, ha spiegato un trader. “E ne hanno risentito soprattutto i titoli finanziari”.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha perso l‘1,79%, toccando il nuovo minimo dell‘anno e degli ultimi due mesi (21.594,02 punti il punto più basso intraday, 21.603,13 punti la chiusura). L‘AllShare è arretrato dell‘1,6% e il Mid Cap dello 0,37%. Volumi per un controvalore di circa 3,1 miliardi di euro.

* Pomeriggio in sofferenza per i bancari, sebbene il paniere europeo abbia limitato la flessione allo 0,85%, sostenuto dalle banche britanniche. A Milano, UNICREDIT ha lasciato sul terreno il 4,05%, pagando, secondo l‘analisi degli operatori, la maggiore esposizione ai mercati internazionali, quindi al rischio di default della Grecia. Intensi gli scambi sul titolo di Piazza Cordusio che domani termina l‘aumento di capitale: sono passati di mano circa 300 milioni di pezzi, contro una media dell‘intera seduta di 157,009 milioni negli ultimi trenta giorni. Segno meno anche per MEDIOLANUM, -2,71%, BANCO POPOLARE, -3,03%, POP MILANO, -2,35%, e INTESA SANPAOLO, -2,41%.

* Altra seduta in rosso per FIAT, in calo del 2,56%, con scambi sopra la media: sono passati di mano circa 43 milioni di pezzi, contro una media dell‘intera seduta di 22,041 milioni negli ultimi trenta giorni. Il Lingotto non ha affatto beneficiato della trimestrale oltre le aspettative di Ford. Nel comparto, PIRELLI poco mossa (-0,12%).

* ANSALDO STS ha ceduto il 2,71% dopo aver annunciato, ieri, di aver chiuso il 2009 con ricavi e ordini in crescita.

* TELECOM ITALIA ha fatto corsa a sé, mettendo a segno un rialzo del 3,13%, con volumi più che doppi rispetto alla media. Un dealer attribuisce la performance “ad un‘intervista di Marco Fossati”, che si è detto favorevole ad una fusione con Telefonica. Un altro operatore ritiene che i negoziati Telecom-Telefonica rientrino in “una partita, di natura soprattutto politica, fra Italia e Spagna”, che comprende l‘ipotesi di un accordo fra ATLANTIA (-0,16%) e Abertis, pur smentita da più parti.

* Secondo l‘operatore, la partita Italia-Spagna potrebbe comprendere “un‘intesa fra Dragados (gruppo attivo nelle costruzioni che fa capo ad Acs) e IMPREGILO”. Quest‘ultima ha terminato invariato, dopo aver corso parecchio in giornata, grazie, secondo un trader, “ad un‘accelerazione dei piani di Ipo della controllata brasiliana Primav Ecorodovias”.

* In lettera le società legate al settore tessile/abbigliamento e al lusso. GEOX è arretrata del 3,23% e BULGARI del 2,64%. Fuori dal paniere principale, TOD‘S è precipitata dell‘8,47% a causa della delusione per i dati sui ricavi 2009.

* STMICROELECTRONICS è avanzata dell‘1,37%, beneficiando della trimestrale oltre le aspettative di Nokia.

* Contrastati i petroliferi: SAIPEM +1,11% ed ENI -2,28%. Fuori dal paniere principale, ERG è salita dell‘1,15% dopo aver annunciato una joint-venture con la francese Total nel settore della raffinazione e del marketing in Italia.

* Male titoli-guida come PARMALAT, -2,43%, e GENERALI, -2,62%.

* Tra le small e mid cap, ennesimo rally per i titoli delle società legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili, sostenute da indiscrezioni di stampa sul decreto riguardante i tagli agli incentivi: PRAMAC +14,41%, ERGYCAP +8,42%, ERG RENEW ENRT.MI> +7,02% e TERNIENERGIA +5,26%.

* Discorso a parte per GREENVISION AMBIENTE, società del gruppo Burani, che è caduta dell‘11,36%.

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