22 gennaio 2010 / 09:00 / 8 anni fa

Italia, Ref: Pil 2010 visto a +1%, 2011 più difficile

MILANO (Reuters) - L‘Italia, in linea con l‘Europa, mantiene ritmi di sviluppo insufficienti per recuperare le perdite di prodotto del passato biennio. In aggiunta il mercato del lavoro continuerà a peggiorare frenando le decisioni di consumo.

È quanto emerge dal rapporto Ref che vede a consuntivo per il 2009 un Pil a -4,7%. Il Prodotto dovrebbe, invece, tornare positivo quest‘anno a +1,0% per poi rallentare l‘anno prossimo a +0,8%.

“Dal 2011 occorrerà avviare l‘aggiustamento dei conti pubblici” dice Ref.

Ref ricorda che l‘Italia è tra i paesi con un minore livello di deficit pubblico, ma anche fra quelli a minore crescita.

L‘istituto prevede un‘inflazione media pari a +0,8% per il 2009, mentre per il 2010 l‘indice dei prezzi è visto a +1,5%, e a +1,9% nel 2011.

Per quanto riguarda il deficit, Ref lo vede per il 2009 a 5,3% del Pil, nel 2010 al 5,7%, e l‘anno venturo a 5,5%.

Il debito è invece visto a 114,8% del Pil nel 2009, a 118,0% nel 2010, mentre nel 2011 dovrebbe registrare un ulteriore rialzo a 120,6%.

Per quanto riguarda le esportazioni, dopo un calo del 17,9% nel 2009, nel 2010 dovrebbero registrare un rialzo del 3,2% per poi rallentare nel 2011 con un rialzo del 2,2%

Le ultime stime del governo lo scorso novembre sono per un Pil 2009 a -4,8% e quello 2010 a 0,7% e il 2011 a 2,0%. Il deficit è invece previsto a 5,3% del Pil per l‘anno scorso, al 5,0% per quest‘anno e al 3,9% per l‘anno venturo. Il debito invece rispettivamente al 115,1%, 117,3% e 116,9%.

ECONOMIA MONDIALE: FRAGILITÀ CONDIVISA

Ref osserva che, sebbene la ripresa sia condivisa a livello globale, sull‘economia mondiale grava una serie di fattori critici, che costituiscono le premesse per una nuova fase di rallentamento nella seconda metà del 2010. In generale, i tassi di crescita nel 2011 potrebbero risultare inferiori a quelli dell‘anno che ha appena avuto inizio.

L‘economia mondiale è comunque in ripresa. La svolta è confermata da tutti gli indicatori, ma le basi su cui è costruito il nuovo ciclo sono ancora fragili. Molte delle criticità alla base della passata recessione non sono risolte.

La zona euro, secondo le stime di Ref, ha visto complessivamente un calo del 4,0% del Pil nel 2009. Nell‘anno in corso dovrebbe invece registrare un rialzo dell‘1,3%, per poi rallentare nel 2011 a +1,1%.

Dopo un calo del 2,6% nel 2009 invece gli Usa dovrebbero vedere una crescita del Pil del 2,4% nel 2010 e dell‘1,7% l‘anno prossimo.

La normalizzazione delle politiche economiche, sia monetarie sia fiscali, è un passaggio necessario ma molto delicato - dice Ref - ed espone l‘economia mondiale ai rischi di un nuovo rallentamento nel corso della seconda parte dell‘anno.

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