19 gennaio 2010 / 16:52 / tra 8 anni

Eni, verso accordo senza multe con Ue su gasdotti

ROMA/BRUXELLES (Reuters) - Eni e la Commissione europea sono molto vicine ad un accordo sulla questione del controllo dei gasdotti dal Nord Europa e dalla Russia che consentirà al gruppo italiano di evitare la multa minacciata da Bruxelles rinunciando all‘attuale influenza su TENP, Transitgas e TAG.

<p>L'AD di Eni Paolo Scaroni. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

L‘allentamento della presa sui gasdotti interessati - sui quali la Commissione Ue lamenta scarsi investimenti al fine di sbarrare l‘ingresso sul mercato italiano ad altri operatori - avverrà con il coinvolgimento di entità pubbliche tra cui la Cassa depositi e prestiti. Due i progetti allo studio.

Lo riferiscono più fonti vicine alla procedura aperta il 19 marzo dall‘Antitrust europeo nei confronti di Eni - controllata al 32% del Tesoro italiano - per presunta violazione della concorrenza nella gestione dei gasdotti TAG, TENP e Transitgas.

“Tra Eni e la Commissione ci sono discussioni in corso che riguardano la vendita o la cessione in tutto o in parte ad entità pubbliche, inclusa la Cdp. Prima si fa meglio è”, riferisce una fonte diplomatica italiana di Bruxelles.

Secondo quanto ha potuto appurare Reuters si sta lavorando su due opzioni.

“Un‘ipotesi di intesa prevede la cessione da parte di Eni della proprietà dei due gasdotti (TENP e Transitgas) che portano gas dall‘Olanda in Italia, attraverso la Germania e la Svizzera”, ha detto una prima fonte a conoscenza del dossier senza precisare oltre.

“L‘azienda pubblica cederebbe poi alla Cassa depositi e prestiti i diritti di trasporto relativi al TAG, il gasdotto che proviene dalla Russia”.

Secondo un‘altra fonte Eni ha studiato anche un‘operazione più complessa che coinvolge l‘intera Snam rete gas, controllata al 52,54% dal gruppo guidato da Paolo Scaroni.

“La perdita del controllo da parte di Eni sulle infrastrutture che importano gas si avrebbe con una complessa riorganizzazione infragruppo”, ha spiegato quest‘ultima fonte.

“Prima, Eni venderebbe a Snam rete gas tutti i gasdotti che portano gas in Italia da Nord (TENP, Transitgas e TAG). Una volta portato a termine il primo passaggio, il gruppo del cane a sei zampe ridurrebbe la propria quota in Snam vendendo a Tesoro e Cdp il 27% di Srg”, ha detto la fonte. In pratica a Scaroni resterebbe il 25,5% circa di Snam.

Una stima di massima dei tre gasdotti “parla di una cifra intorno a 1,5 miliardi”, ha detto la fonte.

Eni ha preferito non fare commenti.

L‘operazione su Srg sarebbe ben accolta anche dall‘Autorità dell‘energia e il gas che nel piano strategico triennale approvato pochi giorni definisce “una questione sempre aperta” quella dei rapporti proprietari intercorrenti fra Eni e Snam.

Questa seconda ipotesi, però, deve fare i conti con i problemi antitrust che incombono sulla Cdp: per aver rilevato il 30% di Terna, la società che gestisce la rete elettrica, alla Cassa è stato imposto di mettere in vendita la sua partecipazione in Enel.

Una situazione analoga si potrebbe ricreare con il passaggio di Snam a Cdp anche se in questo caso la Cassa non avrebbe una partecipazione di controllo sulla società che controlla l‘infrastruttura..

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