15 gennaio 2010 / 14:07 / 8 anni fa

Bankitalia: Pil 2010 a +0,7% da -4,8% in 2009, ripresa incerta

ROMA (Reuters) - In Italia l‘incertezza sulla ripresa resta significativa con i consumi che continuano a subire gli effetti della riduzione del potere d‘acquisto delle famiglie. L‘economia italiana dovrebbe crescere nel 2010 dello 0,7% dopo il calo pari al 4,8% del 2009.

<p>Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia, in una foto d'archivio. REUTERS/Stefan Wermuth</p>

E’ quanto si legge nel nuovo Bollettino economico della Banca d‘Italia nel quale si aggiunge che il 2011 dovrebbe chiudere con una crescita media dell‘1%.

“Nel confronto con il quadro previsivo presentato nel Bollettino economico di luglio, la revisione al rialzo delle stime di crescita, pari a 0,7 punti percentuali per l‘anno in corso e a 0,4 per il 2009, è quasi interamente attribuibile a ipotesi più favorevoli sugli scambi internazionali, che ora si prevedono in espansione di oltre il 4% nella media del 2010”, spiegano gli economisti della Banca d‘Italia.

L‘inflazione al consumo - misurata con l‘indice Ipca - risalirebbe all‘1,5% nella media di quest‘anno e si porterebbe all‘1,9 nel 2011.

Il miglioramento della congiuntura è iniziato nella seconda metà del 2009. Per il quarto trimestre dell‘anno appena trascorso Bankitalia stima infatti un ulteriore aumento del Pil anche se a livelli inferiori al +0,6% segnato nel terzo trimestre. Vi inciderebbe, aggiunge Via Nazionale, il rallentamento della produzione industriale che, dopo il parziale recupero registrato nell‘estate, risulterebbe in lieve calo nello scorcio dell‘anno scorso.

Nonostante la revisione al rialzo delle stime, Bankitalia avverte che lo scenario macroeconomico “è soggetto a un‘incertezza elevata circa l‘intensità e l‘evoluzione della ripresa, italiana e internazionale”.

“Il tasso, inferiore all‘1%, prospettato per la crescita del Pil dell‘Italia nella media di quest‘anno, è il valore centrale di un ventaglio ampio di possibilità: con una probabilità del 70% esso si collocherebbe in un intervallo di circa più o meno 1 punto percentuale”, spiega la Banca centrale italiana.

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