15 gennaio 2010 / 14:07 / tra 8 anni

Lavoro, Bankitalia: tasso non occupati in totale supera il 10%

ROMA (Reuters) - Nel secondo trimestre del 2009 la quota di forza lavoro complessivamente “inutilizzata” è risultata superiore al 10%, quasi 3 punti percentuali in più del tasso di disoccupazione ufficiale.

<p>Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. REUTERS</p>

Lo dice la Banca d‘Italia analizzando l‘andamento del mercato del lavoro in Italia.

Bankitalia parte dal presupposto che sulla base dei criteri armonizzati a livello internazionale si considera disoccupato chi è senza lavoro, è alla ricerca di un impiego, è immediatamente disponibile a lavorare e ha compiuto un‘azione di ricerca durante il mese precedente il momento della rilevazione. In assenza anche solo di uno di questi requisiti, si è classificati come inattivi. Persone che, “pur disponibili a lavorare, non hanno cercato un impiego con sufficiente intensità”.

Si è classificati occupati anche se non si lavora perché in cassa integrazione guadagni (Cig).

Bankitalia ha calcolato quindi il tasso di disoccupazione tenendo conto di altri due indicatori: il primo include tra le persone in cerca di un lavoro anche gli occupati momentaneamente esclusi dal processo produttivo perché in Cassa integrazione; il secondo ricomprende anche gli scoraggiati che non hanno cercato attivamente un nuovo lavoro.

Tenendo conto dei soli cassintegrati, “nel secondo trimestre del 2009 il tasso di disoccupazione nelle regioni del Nord e del Centro sarebbe stato più elevato di 1,4 punti, collocandosi al 6,9%. Nel Mezzogiorno esso sarebbe stato più elevato di 0,7 punti (al 12,7%)”, dice Bankitalia.

“Nelle regioni del Mezzogiorno, dove storicamente il fenomeno dello scoraggiamento ha un peso significativo, comprendendo tra i disoccupati non solo i lavoratori in Cig ma anche gli scoraggiati, nel secondo trimestre del 2009 il tasso di disoccupazione sarebbe stato pari al 17,8%, 5,8 punti in più”.

“Nello stesso periodo, nel complesso dell‘economia italiana il tasso di disoccupazione, corretto per entrambi i fenomeni, sarebbe stato pari al 10,2% anziché al 7,4 per cento”, aggiunge Bankitalia.

Sulla differenza incide per 1,2 punti la Cig e per 1,6 punti lo scoraggiamento.

“Sommando i lavoratori in CIG e gli scoraggiati ai disoccupati, il numero di persone non impiegate, ma potenzialmente impiegabili, nel processo produttivo crescerebbe di 800.000 unità, raggiungendo circa 2,6 milioni (era pari a 2 milioni nel secondo trimestre del 2008)”, conclude Bankitalia.

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