14 gennaio 2010 / 12:14 / tra 8 anni

Obama vuole tassa su banche per recuperare fondi Tarp

WASHINGTON (Reuters) - Il presidente americano Barack Obama, come atteso, ha proposto una “tassa di responsabilità per la crisi finanziaria” per far sì che le grandi banche e le altre istituzioni finanziarie restituiscano ai contribuenti il denaro ricevuto per il loro salvataggio durante la crisi.

<p>Barack Obama il 14 settembre 2008 a Wall Street. Il discorso, un anno dopo il collasso di Lehman Brothers, ebbe come oggetto primario la definizione dei comportamenti che le societ&agrave; finanziarie avrebbero dovuto tenere. REUTERS/Larry Downing</p>

“Il mio impegno è recuperare ogni singolo centesimo che spetta al popolo americano”, ha detto Obama in una nota rilasciata dalla Casa Bianca. “E la mia determinazione a raggiungere questo obiettivo è solo rafforzata dal vedere i profitti massicci e i bonus indecenti di quelle stesse società che devono la loro esistenza al popolo americano.. che continua ad affrontare le difficoltà di questa recessione”, ha detto.

La tassa proposta intende recuperare una cifra fino a 117 miliardi di dollari, pari alle perdite sostenute dai contribuenti attraverso il piano Tarp, il fondo per il salvataggio delle grandi imprese allestito all‘apice della crisi finanziaria.

Per i dettagli del piano bisognerà però attendere l‘approvazione della legge finanziaria per l‘anno fiscale 2011, prevista per i primi di febbraio. La parola definitiva spetterà quindi al Congresso.

Secondo le anticipazioni, il prelievo - che arriva mentre nel paese monta l‘irritazione per il ritorno dei super-bonus bancari quando la disoccupazione tocca il 10% - dovrebbe ammontare allo 0,15% delle “covered liabilities”, somma determinata sottraendo agli asset totali il capitale Tier 1.

E’ inoltre previsto che solo i grandi gruppi, con almeno 50 miliardi di dollari di patrimonio siano soggetti all‘imposizione. Le stime degli analisti indicano in una cinquantina il numero di società coinvolte dalla tassa, di cui 10-15 filiali americane di gruppi esteri. Tra le americane sarà coinvolto il gigante assicurativo Aig, mentre saranno esclusi Fannie Mae e Freddie Mac, che stanno ancora ricevendo supporto dal governo.

La proposta riguarda unicamente società di tipo bancario, finanziario e assicurativo, non toccando invece il settore automobilistico. L‘imposizione resterà in vigore un minimo di 10 anni e comunque fino al pagamento completo delle perdite sul fondo Tarp.

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