29 dicembre 2009 / 09:56 / 8 anni fa

Scudo, sanati 95 miliardi, gettito Stato 4,75 miliardi

ROMA (Reuters) - Ammontano a 95 miliardi i capitali sanati con la terza edizione dello scudo fiscale che si è conclusa il 15 dicembre.

<p>Con lo scudo fiscale sono stati denunciati 95 miliardi di euro di cui il 98% effettivamente rientrati in italia. Lo dice un comunicato del ministero dell'Economia. REUTERS PICTURE</p>

Lo dice in una nota il ministero dell‘Economia, aggiungendo che sul totale delle risorse scudate “il 98% è fatto da rimpatri effettivi in Italia”.

Poiché per sanare la propria posizione i contribuenti che hanno esportato illecitamente capitali all‘estero dovevano pagare un‘aliquota del 5%, il gettito per lo Stato ammonta a 4,75 miliardi di euro, di cui 3,7 miliardi già impegnati in Finanziaria.

“95 e 98. È con questi due numeri che si può sintetizzare in un primo bilancio l‘operazione rimpatrio dei capitali in Italia. 95 miliardi di euro (pari a 190.000 miliardi di vecchie lire) è il volume delle operazioni. Su questo volume, il 98 per cento è fatto da rimpatri effettivi in Italia”, dice il Tesoro nella nota.

I capitali che sono rientrati fisicamente in Italia hanno quindi un valore di circa 93 miliardi. I rimpatri giuridici e le regolarizzazioni, che consentono di lasciare i soldi all‘estero, incidono per i 2 miliardi restanti.

2009 SI CHIUDE SOTTO QUOTA 100 MLD, ATTESA PER SCUDO QUATER

Il bilancio dell‘operazione scudo è superiore alle previsioni inserite in Finanziaria (circa 80 miliardi), ma inferiore alle indicazioni fornite a ridosso del 15 dicembre da fonti politiche di maggioranza, che si erano spinte a prevedere capitali sanati per oltre 100 miliardi.

Sulla differenza ha sicuramente pesato il forte afflusso di adesioni a ridosso della scadenza di metà dicembre, che ha impedito alle banche di smaltire in tempo tutte le domande.

Secondo quanto ha detto il ministro Giulio Tremonti la scorsa settimana, è proprio il “fenomeno di accumulo della domanda di rimpatri” che ha indotto il governo a riaprire i termini del condono fino al 30 aprile.

“Il termine di riapertura delle operazioni di rimpatrio con maggiorazioni di aliquota ad aprile 2010 è ultimo e definitivo”, aggiunge oggi il Tesoro nella nota.

In base al decreto legge Milleproroghe, approvato in Consiglio dei ministri il 17 dicembre ma non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, lo scudo fiscale quater prevede un‘aliquota al 6% fino al 28 aprile, al 7% fino al 30 aprile.

Fonti ministeriali indicano in altri 30 miliardi i capitali sanabili con la riapertura dei termini.

TREMONTI SODDISFATTO: FINITO TEMPO PARADISI FISCALI

Il Tesoro si mostra soddisfatto per l‘esito dell‘operazione: “Sono numeri che marcano uno straordinario successo, segno di forza della nostra economia e di fiducia nell‘Italia. E anche di intelligenza”.

“L‘impegno dei principali Paesi del G20 è infatti nel senso che: ‘Il tempo dei paradisi fiscali è finito per sempre’. Portare o tenere i soldi nei paradisi fiscali non conviene più, né economicamente né fiscalmente. Il rendimento è minimo, il rischio è massimo”, aggiunge la nota.

Lo scudo fiscale ha visto protagoniste soprattutto le banche di minori dimensioni a scapito dei grandi gruppi.

Intesa Sanpaolo ha indicato il 18 dicembre una stima di capitali scudati intorno ai 10 miliardi, di cui circa 3,5 miliardi riconducibili a Banca Fideuram.

Sempre al 18 dicembre il bilancio di Unicredit risultava invece di 4,5 miliardi, per circa il 95% da rimpatri fisici.

Ubi e Mps avrebbero “scudato” somme pari o superiori a 2 miliardi.

Per Banca Generali, presente in Svizzera con BSI, la stima si attesta attorno a quota 2 miliardi.

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