19 dicembre 2009 / 11:59 / tra 8 anni

Iran cerca soluzione diplomatica a contesa territoriale con Iraq

BAGHDAD (Reuters) - Teheran intende risolvere per via diplomatica una contesa con Baghdad sulle accuse secondo le quali le truppe iraniane avrebbero occupato un impianto petrolifero in territorio iracheno, ha detto oggi un portavoce dell‘ambasciata iraniana.

<p>La postazione di un soldato iracheno vicino a uno dei pozzi petroliferi di Fakka, vicino ad Amara, 300 chilometri a sud di Baghdad. La foto &egrave; stata scattata oggi. REUTERS/Salah Thani</p>

L‘ambasciatore dell‘Iran a Baghdad, Hassan Kazemi-Qomi, ha incontrato ieri i rappresentanti del governo iracheno per discutere delle accuse mosse dall‘Iraq, relative all‘incursione di 11 soldati iraniani che avrebbero preso il controllo di un pozzo in un‘area contesa tra i due paesi, ha detto il portavoce.

Comunque, l‘ambasciatore ha ribadito la posizione dell‘Iran, che nega le accuse.

Il diplomatico ha detto agli iracheni che una commissione congiunta, cui partecipano sia responsabili del settore petrolifero che militari di entrambi i paesi, dovrà risolvere tali problemi.

“Risolveremo questa questione per via diplomatica”, ha detto il portavoce, che ha preferito restare anonimo.

Ieri i prezzi mondiali del petrolio sono saliti dopo la notizia dell‘incursione nel pozzo di Fakka, nella provincia di Maysan.

Le contese di confine tra i due paesi continuano anche dopo vent‘anni dalla fine della guerra durata otto anni e che avrebbe fatto 1 milione di morti.

Oggi i rappresentanti iracheni non hanno voluto dire se ritengono o meno che le truppe iraniane si trovino ancora all‘interno dell‘Iraq.

Fakka è un giacimento petrolifero modesto per gli standard iracheni, e produce circa 10mila barili al giorno.

Ma lo sviluppo del giacimento rientra nell‘ambito del piano iracheno per quadruplicare la capacità produttiva, arrivando a 12 milioni di barili al giorno entro sette anni, trasformando così il paese mediorientale in uno dei principali produttori di energia del mondo.

Il ministero del Petrolio ha messo in gara a giugno un contratto per sviluppare Fakka e altri vicini giacimenti. E’ stata la prima volta dalla deposizione del regime di Saddam. Ma le aziende straniere non hanno gradito le condizioni poste dall‘Iraq.

Ieri sera le autorità irachene hanno tenuto un vertice di emergenza, accusando l‘Iran di una “violazione della sovranità irachena” e chiedendo l‘immediato ritiro delle truppe.

Al tempo stesso, il governo iracheno, ha cercato di evitare di danneggiare le sue complesse quanto delicate relazioni con l‘Iran, paese a maggioranza sciita e potenza regionale da tempo contraria alla presenza militare degli Usa in Iraq.

L‘esercito Usa non ha voluto commentare le notizie su Fakka.

Le autorità petrolifere irachene hanno detto che soldati iraniani hanno occupato temporaneamente occupato un pozzo in una remota area desertica diverse volte nel passato, definendola una provocazione deliberata.

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