18 dicembre 2009 / 11:05 / 8 anni fa

Politica economica, Draghi: si basi su dati, non sondaggi

PADOVA (Reuters) - Il dibattito e le decisioni sulla politica economica devono essere basati su informazioni quantitative affidabili, frutto di un‘analisi statistica accurata e indipendente, e non sull‘esito dei sondaggi. Lo sostiene il governatore della Banca d‘Italia, Mario Draghi, nel discorso preparato in occasione della laurea honoris causa in Scienze statistiche conferitagli dall‘Università di Padova.

<p>Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia, in una foto d'archivio. REUTERS/Stefan Wermuth</p>

“La discussione della politica economica deve ancorarsi a informazioni quantitative da tutti ritenuti affidabili, più che a sondaggi spesso espressione di un‘opinione pubblica largamente disinformata” si legge nel testo del discorso.

“La statistica è essenziale per la politica economica: rivelando la realtà scuote le persone dall‘ignoranza, comoda per giustificare l‘inerzia dei loro comportamenti, prepara e informa il consenso politico necessario per l‘azione conseguente, a cui dà il sostegno essenziale per misurarne l‘intensità e la precisione”, spiega il governatore.

Per il banchiere centrale italiano il ruolo della statistica ufficiale è “fondamentale” dal momento che la sua qualità soddisfa standard internazionali, è sottoposta a scrutinio oculato della comunità scientifica. “Per questo la sua indipendenza è essenziale e va tutelata in ogni suo aspetto”.

Draghi sottolinea, inoltre, l‘importanza del ruolo svolto dall‘Istat e dalle ricerche statistiche della Banca d‘Italia.

“L‘Istat continua a fornire un apporto insostituibile non solo nell‘azione di coordinamento del sistema ma anche nello sviluppo di nuove essenziali informazioni”.

A fronte di Istat, Banca d‘Italia e altre istituzioni le cui analisi sono sottoposte allo scrutinio scientifico, il progresso tecnologico, ha aiutato a creare nuovi soggetti che “creano oggi informazione statistica per vari motivi, mediatici o legati a interessi particolari, senza che essa sia soggetta a verifiche di attendibilità”.

A fronte di questo proliferare delle fonti informative, il governatore invoca una “cultura statistica”, “un sano scetticismo” nella selezione e utilizzo dei dati.

“Abbiamo bisogno di politiche basate sull‘evidenza fattuale. La Banca d‘Italia è impegnata a dare il suo apporto anche elaborando statistiche nuove e comunque usando al meglio le fonti disponibili”, dice Draghi.

Il governatore cita alcuni esempi di evidenza statistica che ha chiarito o sconfessato luoghi comuni. L‘indagine dei dati ha rivelato che gli incentivi finanziari alle imprese hanno efficacia modesta.

Ha chiarito che “è più proficuo investire le risorse pubbliche nell‘effettiva applicazione delle leggi piuttosto che nell‘erogazione di sussidi”, nel caso del Mezzogiorno italiano. ha messo in luce che l‘immigrazione non è legata al numero dei reati contro la persona.

All‘inizio del suo discorso Draghi aveva detto che il titolo del discorso - “conoscere per deliberare” - è una citazione di un libro di Luigi Einaudi intitolato “Prediche inutili”.

“Se Einaudi ha usato questo titolo... si vede che anche allora c‘era questo problema”, ha chiosato.

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