10 dicembre 2009 / 14:14 / tra 8 anni

Italia, crescita terzo trimestre equilibrata, dubbi su quarto

MILANO (Reuters) - Letta attraverso la lente dell‘anemica performance del settore industriale di ottobre, la composizione quasi eccezionalmente bilanciata della crescita economica italiana del trimestre luglio/settembre non scioglie le incognite sulla congiuntura di fine 2009 e inizio 2010.

<p>La bandiera italiana. REUTERS/Miro Kuzmanovic (GERMANY)</p>

Lo scenario più probabile, ipotizzano gli uffici studi, resta quello di un più o meno marcato rallentamento sia della produzione sia del prodotto interno lordo nell‘ultimo scorcio del 2009, con un livello di incertezza che guardando avanti tende naturalmente a crescere.

La seconda lettura Istat ha confermato per il periodo al 30 settembre una crescita congiunturale di 0,6% dopo la caduta di 0,5% nel secondo trimestre. Stabile rispetto alla prima lettura e anche in questo caso in linea alle attese la flessione annua di 4,6%, con un “Pil acquisito 2009” fermo a -4,8%.

A sorprendere positivamente gli analisti sono invece i dettagli, che parlano di un contributo positivo di consumi e investimenti e una spinta soltanto marginale dalle voci export e scorte.

La sorpresa positiva si ferma però qui.

Pubblicato un‘ora prima dei numeri sul Pil, il risultato della produzione industriale di ottobre disattende ampiamante il consensus fermandosi a un modesto +0,5%, un punto percentuale pieno al di sotto delle attese, dopo lo sconfortante -5,1% di settembre, rivisto peraltro al rialzo rispetto all‘originale -5,3%.

La dinamica di ottobre, ha spiegato la presidente Emma Marcegaglia, porta intanto Confindustria a correggere da +1% a +1,6% la previsione per l‘indice di novembre, mentre Isae annuncia di stimare per il settore industriale una contrazione di 1,6% nel quarto trimestre dopo il +4,3% del terzo.

Commentando i numeri sul Pil l‘economista Deutsche Bank Gilles Moec parla di “un risultato apparentemente molto equilibrato, con una dinamica positiva di tutte le componenti e non il netto accumulo di scorte che a volte sta a monte di dati di crescita eccezionalmente forti” .

“Fin qui le buone notizie - aggiunge - il problema è però che alla crescita [...] ha fornito un grande stimolo il rimbalzo della produzione industriale il cui profilo è fortemente indebolito nel quarto trimestre. Sui tre mesi al 31 dicembre prossimo abbiamo una stima di crescita congiunturale di 0,4% su cui i rischi sono però decisamente al ribasso”.

Decisamente più ribassista nei numeri, molto simile il ragionamento dell‘ufficio studi UniCredit.

“Dopo il tracollo di settembre ci si aspettava davvero qualcosa di meglio” dice Marco Valli dopo i dati di produzione.

Al di là dei decimali, spiega, il risultato è comunque in linea al previsto scenario di variazione nulla o lievemente negativa della produzione industriale, con inevitabili ricadute sul Pil.

“Se il terzo trimestre è stato eccezionalmente positivo a causa di effetti statistici il quarto sarà per lo stesso motivo il contrario... difficile capire quale sia il trend di fondo, che potrebbe trovarsi a metà strada ma è in ogni caso destinato a rallentare nel 2010”.

Hanno del resto fortemente disatteso le aspettative di mercato e analisti i numeri sulla produzione industriale di ottobre delle altre due grandi della zona euro.

Diffusi stamane, i dati Insee mostrano per l‘industria francese una battuta d‘arresto di 0,8% contro il previsto +0,7%, e vera doccia fredda in Germania, dove i numeri del ministero dell‘Economia parlano di un -1,8% rispetto al consensus di +1,0%.

In lieve controtendenza l‘indice spagnolo, la cui caduta tendenziale si ferma a 9,2% contro il -10,2% delle attese e dopo il -12,7% di settembre.

Tornando brevemente sul fronte della crescita il risultato italiano brilla per merito rispetto a quello della zona euro, il cui Pil del terzo trimestre mostra un +0,4% sulla spinta di esportazioni e scorte.

Si schiera tra gli ottimisti Giada Giani di Citigroup.

“Guardando avanti, anche tenendo contro del risultato poco incoraggiante della produzione industriale di ottobre c’è da aspettarsi per gli ultimi tre mesi dell‘anno un rallentamento ma non una contrazione sia per il settore industriale sia per la crescita” spiega, ipotizzando un contributo positivo delle scorte sia nel quarto trimestre 2009 sia nel primo 2010.

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