25 novembre 2009 / 14:28 / tra 8 anni

Italia, Giovannini (Istat): nessun segnale rischio double dip

di Stefano Bernabei

ROMA (Reuters) - I segnali di recupero con cui l‘economia italiana sta chiudendo il 2009, pur ancora molto erratici, sembrano escludere il rischio di una ripresa a W e per valutare la consistenza della ripresa attesa nel 2010 sarà determinante guardare ai dati del saldo export-import nel quarto trimestre.

Lo ha detto a Reuters Enrico Giovannini, a cui è stato chiesto di valutare se la chiusura del 2009 per l‘economia italiana sta incorporando le previsioni di ripresa attese per il 2010.

“Il 2009 ha soprattutto nell‘ultimo trimestre certamente dato interessanti segnali di recupero, partendo però da livelli molto bassi”, ha detto Giovannini.

Ieri il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ha parlato di previsioni per la crescita del Pil in Italia per il 2010 sopra l‘1%, migliorando la precedente attesa di una crescita di 0,7%.

“I dati sono estremamente erratici, come spesso accade nelle fasi di ripresa e quindi sono un po’ contraddittori. Vanno guardati in un ottica di medio termine, ma certamente il terzo trimestre è stato positivo”, ha spiegato il presidente dell‘Istat.

I segnali sul quarto trimestre ancora non sono consolidati, dice Giovannini, ma non mostrano alcun tonfo e tendono ad escludere che la ripresa in vista possa avere una forma a W, con il cosiddetto double dip, doppio minimo.

“I primi segnali sul quarto trimestre, in termini di ordinativi, abbiamo visto i dati di ottobre, settembre, ancora segnalano incertezza ma certamente non un tonfo e quindi questa idea del double dip (doppia discesa) sembrerebbe al momento non essere suffragata dai dati”.

E per il 2010?

“Molto dipenderà per il 2010 da come si esce dal 2009 e qui le aspettative delle imprese contano moltissimo almeno in termini di evoluzione del commercio internazionale. E i dati internazionali sembrano confermare questa ripresa”.

Export e import hanno quindi un particolare valore segnalatico per valutare la solidità con cui l‘Italia entra in una fase di ripresa con il nuovo anno.

“Esatto. L‘attenzione è cosa succede sulle importazioni perché molto spesso nel passato la crescita della domanda estera netta è stata bassa perché l‘aumento delle esportazioni era stato compensato da un aumento delle importazioni per rimpiazzare per esempio produzioni che l‘Italia non ha più molto competitive”, ha detto Giovannini.

“Quindi la dinamica netta esportazioni-importazioni farà, a mio parere, la differenza nell‘ultimo trimestre dell‘anno”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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