18 novembre 2009 / 14:10 / 8 anni fa

Bce, a dicembre prime indicazioni su mosse exit strategy

di Gabriella Bruschi

<p>Il simbolo dell'Euro di fronte alla Banca Centrale Europea. REUTERS/Alex Grimm (GERMANY)</p>

MILANO (Reuters) - C’è grande attesa per le indicazioni in tema di fondi al mercato promesse dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet per inizio di dicembre. Dalla conferenza stampa post-consiglio i tesorieri si aspettano infatti alcuni segnali sul sentiero del futuro rientro dall‘emergenza.

La previsione prevalente è tuttavia di cambiamenti minimi nella politica monetaria, in linea con la strategia dei piccoli passi più volte indicata dalla Bce. Mentre il ritorno alla completa normalità è atteso, con mosse graduali, attorno alla metà dell‘anno prossimo.

Il prossimo 3 dicembe il mercato si aspetta che la Bce dica che il p/t a 12 mesi sarà l‘ultimo, come già ipotizzato da Trichet, e annunci l‘abolizione del p/t a un mese, probabilmente già a partire da gennaio, con qualche probabilità per la cancellazione anche del p/t a sei mesi.

“Mi aspetto pochi cambiamenti nell‘immediato. Quelli più consistenti saranno più probabili nel corso del primo trimestre dell‘anno prossimo, per tornare alla completa normalità attorno alla metà del 2010” dice Aurelio Maccario, economista di Unicredit Mib.

Tra i mutamenti più radicali attesi all‘inizio del prossimo ci sono la struttura dell‘asta di finanziamento, lo spread sui tassi o il corridoio, oltre all‘abolizione delle altre operazioni straordinarie.

A DICEMBRE ATTESO P/T A 1 ANNO A CONDIZIONI INVARIATE

Il p/t a un anno di dicembre probabilmente sarà una delle ultime operazioni straordinarie adottate dalla Bce e costituirà la liquidità di base per il sistema bancario sino a fine 2010, fondamentale anche per il sostegno dato al debito pubblico dei paesi della zona euro.

Secondo la maggior parte degli osservatori l‘operazione sarà l‘ultima per questa scadenza, come ipotizzato da Trichet, e sarà a condizioni invariate rispetto alle due precedenti operazioni, come indicato da Ewald Nowotny all‘inizio del mese: al tasso fisso dell‘1% senza maggiorazione e ad ammontare offerto illimitato.

Le attese sono per una forte domanda, più alta rispetto ai circa 72 miliardi di settembre, ma ben al di sotto dei 442 della prima operazione di luglio scorso. Le previsioni sono per lo più per richieste tra i 100 e 200 miliardi, anche se qualcuno dei tesorieri si spinge a prevedere quota 300 miliardi.

ATTESA ABOLIZIONE P/T A UNO E A SEI MESI

Fornita, a condizioni ancora speciali, la liquidità al sistema per tutto un intero anno, la Bce potrà, di contro, iniziare a eliminare alcune delle operazioni straordinarie aperte dall‘inizio della crisi: quelle a un mese e a sei mesi.

“Mi aspetto che la prima ad essere cancellata sarà quella a un mese” dice un tesoriere. “La Bce potrebbe annunciare a dicembre l‘abolizione a partire da gennaio”.

Il p/t a un mese è un‘operazione istituita per calzare perfettamente sul periodo di mantenimento. Superato il periodo di mantenimento di scavalco d‘anno, che, come in passato, sarà particolmente lungo, l‘abolizione potrebbe partire con quello successivo.

“Non è un gran danno. Già ora viene richiesto pochissimo dalle banche perchè il p/t a un mese ha perso il ruolo di sostegno al periodo rob” osserva un altro tesoriere. “Tanto più che si può sostituire con le aste settimanali”. Il p/t a un mese in essere, che scade l‘8 dicembre, è stato richiesto per soli 2,5 miliardi contro i 7,7 in scadenza.

L‘altro p/t straordindario papabile per la cancellazione già da gennaio è quello a sei mesi, anche se qualcuno pensa che lo stop potrebbe anche slittare di un mese o due. “Anche in questo caso il finanziamento è molto poco richiesto, vista l‘opportunità offerta da quello a 12 mesi” dice un tesoriere. L‘ultimo p/t semestrale è stato chiesto per soli 800 milioni contro una scadenza di 21 miliardi.

SUCCESSIVI PROVVEDIMENTI ATTESI IN PRIMO TRIMESTRE

Prima o poi, ricordano i tesorieri, occorrerà anche tornare a una normale assegnazione dei fondi, con asta a tasso variabie e importo prestabilito dalla Bce.

Ovviamente l‘argomento è delicato, poichè significherebbe il ritorno a una gestione ‘misurata’ della liquidità da parte delle banche che dovrebbero riprendere l‘abitudine di tornare sul mercato per scambiare fondi. Oggi sulla scadenza più scambiata - l‘overnight - si trattato meno di 50 miliardi al giorno (43 ieri) contro l‘ammontare a tre cifre di prima della crisi.

I tesorieri si aspettano che l‘ultimo p/t a tornare alla normalità sarà quello a una settimana, proprio per lasciare una valvola di sicurezza al sistema.

Mentre potebbe essere il p/t a tre mesi - l‘altra scadenza ordinaria - a fare da test e tornare ad essere emesso con l‘asta tradizionale, a tasso variabile e a misura limitata, già nel primo trimestre.

Per gli altri provvedimenti la Bce avrà bisogno di verificare da una parte la tenuta del sistema bancario e l‘andamento dei tassi di mercato, dall‘altra l‘andamento dell‘economia e dell‘inflazione tramite i dati che gradualmente verranno aggiornati nei primi mesi dell‘anno.

“La Bce ha detto più volte che il ritorno alla normalità sarà graduale e che dovrà tener conto dei dati disponibili” dicono in una grande tesoreria. “Come dire: navighiamo a vista e modifichiamo la rotta mano a mano che il mercato assorbe le novità”..

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