17 novembre 2009 / 09:25 / 8 anni fa

Petrolio, Iea: non c'è ancora vera ripresa domanda paesi Ocse

SINGAPORE (Reuters) - La domanda di petrolio nei paesi più ricchi non ha registrato grandi miglioramenti e la debolezza della ripresa potrebbe convincere l‘Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) a mantenere stabile la produzione nella prossima riunione del 22 dicembre a Luanda, in Angola.

<p>Il direttore esecutivo dell'International Energy Agency Nobuo Tanaka. REUTERS/Sergei Karpukhin</p>

Lo afferma la International Energy Agency (IEA), per voce del suo direttore esecutivo Nobuo Tanaka.

Le consistenti scorte di distillati nei paesi Ocse sottolineano infatti quanto la ripresa economica sia ancora incerta, visto che il diesel è uno degli indicatori chiave dell‘attività industriale. “Temiamo il fatto che le aspettative di una ripresa economica siano così alte. Questo è vero per la Cina, mentre per quanto riguarda i paesi Ocse, come Europa e Giappone, non abbiamo notato una vera ripresa nella domanda di greggio”, ha detto Tanaka a Reuters a margine di una conferenza sull‘energia a Singapore.

OPEC: RESISTENZE A AUMENTO PRODUZIONE

E’ improbabile che l‘Opec metta mano alla produzione prima di vedere una robusta inversione di rotta dalla crisi.

La maggior parte dei membri ritiene prematuro decidere dei cambiamenti finché le scorte restano così alte, sebbene i prezzi siano già saliti vicino agli 80 dollari al barile.

Dopo aver tagliato la produzione l‘anno scorso di 4,2 milioni di barili al giorno, nel 2009 i target sono rimasti invariati.

Il petrolio americano viaggia questa mattina sui 78,60 dollari al barile, rispetto ai minimi sui 33 dollari del dicembre scorso e dai massimi a oltre 147 dollari di luglio 2008.

DOLLARO: VALUTA PIU’ AFFIDABILE PER PETROLIO

Una delle ragioni dell‘aumento di questi giorni è da ricercare nell‘indebolimento del dollaro che questa mattina si tiene vicino ai minimi di 15 mesi contro il paniere delle maggiori valute.

Il dollaro debole “è sicuramente uno degli elementi che spingono i prezzi del greggio in rialzo”, commenta Tanaka, evitando però di commentare se un prezzo sugli 80 dollari a barile è troppo alto.

“Molto dipende dal livello della crescita economica. E’ molto difficile dire che cosa sia un livello giusto. Tuttavia se i prezzi salissero troppo e troppo velocemente, potrebbero minare la ripresa economica”.

Alla domanda di una possibile sostituzione del dollaro per prezzare il petrolio con un basket di valute o anche con l‘euro, Tanaka ha risposto che “la valuta più affidabile e liquida è ancora il biglietto verde. Distaccarsi dal dollaro non è necessariamente la soluzione finale”.

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