10 novembre 2009 / 09:09 / tra 8 anni

Italia, calo produzione settembre ma terzo trim torna in nero

MILANO/ROMA (Reuters) - Nel mese di settembre la produzione industriale italiana ha segnato una flessione più forte del previsto ma, nonostante anche la crescita di agosto sia stata rivista al ribasso, il trimestre si chiude con segno positivo per la prima volta da inizio 2008.

<p>La produzione di euro in una Zecca. REUTERS/Leonhard Foeger</p>

La crescita del periodo luglio-settembre fa ben sperare per il Pil del terzo trimestre, anche se gli economisti restano cauti sul futuro.

Secondo i dati diffusi oggi da Istat, l‘indice destagionalizzato della produzione industriale di settembre è sceso del 5,3% su mese dopo il +5,8% di agosto (rivisto da +7%).

L‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo del 15,7% su base annua dal -18,6% di agosto (rivisto da -18,3%).

Le previsioni degli economisti indicavano per settembre un calo del 4% su mese e del 14% su anno.

In termini destagionalizzati, la produzione segna un rialzo del 4% nel terzo trimestre che si confronta con il -3,3% del periodo aprile-giugno.

“Su base trimestrale, che è l‘orizzonte che più conta, il profilo rimane forte anche grazie alla revisione dei dati precedenti. L‘aumento del 4% registrato nel trimestre è uno dei rialzi più forti degli ultimi anni, un numero importante per l‘Italia”, commenta Marco Valli di Unicredit.

RIPRESA LENTA, IN TRIM4 ATTESA BATTUTA D‘ARRESTO

“Il dato è molto influenzato dall‘andamento dei primi mesi del trimestre e, vista la debolezza della produzione a settembre, stiamo entrando nell‘ultimo trimestre dell‘anno con uno slancio inferiore. Si tratta di un andamento che porterà a una battuta d‘arresto per la crescita e a un quarto trimestre debole, caratterizzato da un‘alta volatilità del Pil sottostante”, prosegue Valli.

Dopo i dati odierni Isae ha stimato per il quarto trimestre una flessione della produzione industriale pari all‘1,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Nell‘anno la diminuzione dell‘indice grezzo sarebbe pari al 17,6%.

La ripresa si conferma lenta anche per il Centro Studi Confindustria, che prevede una stasi dell‘attività industriale nel quarto trimestre con un modesto +0,3% a ottobre su settembre.

Probabili, secondo il Csc, recuperi di attività più robusti nel primo trimestre 2010.

SETTEMBRE DELUDENTE MA NON METTE A RISCHIO CRESCITA TRIM3

Per settembre gli economisti si attendevano una contrazione dopo l‘exploit di agosto - su cui lo stesso Istat aveva avvertito che il dato era di difficile interpretazione in quanto poteva risentire di distorsioni legate al calendario - ma la doccia fredda è stata più forte del previsto ed è stata accompagnata anche da un ridimensionamento del balzo del mese precedente.

“Sono dati un po’ deludenti, ci aspettavamo una forte correzione a settembre e quella è venuta, però è venuta anche una revisione dei dati di agosto abbastanza significativa”, osserva Luigi Speranza di Bnp Paribas.

Tuttavia la lettura del trimestre resta confortante mostrando una crescita che non si vedeva da tempo. “Questo dato arriva, d‘altra parte, dopo 3-4 trimestri di flessione senza precedenti quindi si tratta di un riaggiustamento che a mio avviso è guidato essenzialmente dalle scorte e anche da un contributo positivo del settore auto che ha un effetto positivo in sé e, indirettamente, su altri settori”, sottolinea Giada Giani di Citigroup.

PRODUZIONE MOTORE DI PIL MA CAUTELA SU FUTURO

Con il +4% messo a segno nel trimestre la produzione industriale dovrebbe essere il motore principale del Pil nel periodo, che gli economisti consultati per un sondaggio Reuters stimano in salita dello 0,7% congiunturale.

Per Speranza il dato “sembra in linea con una crescita del Pil abbastanza forte, nell‘ordine dello 0,7-0,8% su trimestre”, mentre Valli conferma la previsione di un Pil in aumento dello 0,6% nel periodo luglio-settembre.

La prevista salita del Pil non dovrebbe però determinare un vero e proprio trend, anche per il permanere di una certa fiacchezza della domanda interna.

“Sono perplesso perché il dato non è sincronizzato con le indagini congiunturali che puntano a una ripresa più attenuata, ma la produzione industriale regna suprema, sono dati concreti con una forte correlazione con il Pil”, dice Gilles Moec di Deutsche Bank. “Su una possibile prosecuzione, però, credo che ci aspetti una delusione. A un certo punto l‘apprezzamento dell‘euro avrà un impatto e in Italia non ci sono ancora segnali di ripresa della domanda interna. Quindi vedremo un buon trimestre ma non dovremmo prenderlo come una ‘road map’ per i trimestri successivi, penso che seguirà un rallentamento nel quarto trimestre”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below