9 novembre 2009 / 21:26 / tra 8 anni

Ue raccomanda rientro deficit a scadenze differenziate

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea proporrà dopodomani di fissare per Francia, Germania e Spagna la scadenza del 2013 per la correzione del disavanzo pubblico entro il paletto comunitario del 3% del prodotto interno lordo.

<p>Il commissario Ue Joaquin Almunia. REUTERS/Francois Lenoir</p>

Anticipata di un anno - al 2012 - la data per il rientro del deficit italiano, aggravato dalla copresenza del pesante debito pubblico, mentre per la Gran Bretagna l‘ultimatum slitta al 2014-2015.

In occasione della conferenza stampa al termine della riunione dell‘Eurogruppo il commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia è tenuto a far finta di ignorare le indiscrezioni su documento che diverrà ufficiale soltanto mercoledì, limitandosi a indicare ad ampie linee quali sono i criteri di giudizio della Commissione.

Nel redigere le raccomandazioni, spiega “consideriamo il livello del disavanzo 2009, le previsioni sull‘andamento del deficit a politiche invariate, la sostenibilità di lungo termine dei conti pubblici, il livello del debito e quello del suo costo, quali margini sono i margini di bilancio, il rating, gli spread, i ‘credit default swap’... tutti gli elementi di cui disponiamo”.

Questi sarebbero quindi i motivi all‘origine della diverse scadenze fissate da Bruxelles, che vanno dal 2012 dell‘Italia al 2015 della Gran Bretagna.

L‘anticipo della scadenza italiana sembra in questo modo da attribuire al livello dello stock del debito.

Oltre a cominciare a risanare il deficit già a partire dall‘anno prossimo, secondo l‘anticipazione delle raccomandazioni diffusa oggi Bruxelles chiede infatti a Roma una drastica riduzione del debito che colga “qualsiasi ogni opportunità” per accelerare il passo.

“Vale per l‘Italia come per tutti... ne parlerò mercoledì, quanto filtrato per me non fa testo” chiude il Commissario in risposta a chi gli chiede di spiegare perché siano stati fissati ultimatum diversi tra paesi.

E’ del resto la prima volta dall‘introduzione della valuta unica, ricorda, che tredici su sedici paesi dell‘Unione si trovano in una situazione di deficit eccessivo.

Delle prossime raccomandazioni della Commissione, ha poi spiegato il numero due dell‘Eurogruppo Elena Salgado che questa sera sostituisce il presidente Jean-Claude Juncker, si occuperà il consiglio Ecofin di dicembre.

A fronte dei crescenti segnali di consolidamento della ripresa, l‘Eurogruppo di questa ha intanto ribadito l‘impegno di dar via alla cosiddetta ‘exit strategy’ dalle misure di stimolo alla domanda a partire dal 2011, assicurano Almunia e Salgado.

Tornando al testo Ue filtrato in tarda mattinata, Bruxelles indica per Germania, Francia e Spagna un taglio del disavanzo pari a 0,5%, 1,25% e 1,75% del Pil entro il 2013 - a partire dal 2011 nel caso di Berlino e Parigi ma già dal 2010 nel caso di Madrid.

“Credo siamo tutti del parere che per la maggioranza dei paesi il migliore anno per cominciare sia il 2011” commenta all‘entrata dei lavori il ministro olandese Wouter Bos, secondo cui varare sgravi alle imposte in tempi di risanamento dei conti pubblici non è “best practice”.

Per Berlino la richiesta è di 0,5% punti di Pil l‘anno tra il 2011 e il 2013, ritmo che dovrebbe aumentare in caso lo permettano l‘andamento di crescita e conti pubblici.

Nelle stime della Commissione il deficit tedesco dovrebbe attestarsi a 5% del Pil l‘anno prossimo per poi passare a 4,6% nel 2011.

Più incisivi i tagli chiesti alla Francia, che secondo le proiezioni d‘autunno vedrà l‘anno prossimo un disavanzo di 8,2% destinato a passare a 7,7% nel 2011.

Quanto poi alla Spagna, di cui Bruxelles stima un deficit a 10,1% l‘anno prossimo e 9,3% nel 2011, la richiesta passa a un davvero impegnativo taglio di 1,75% medio l‘anno in termini strutturali tra il 2010 e il 2013.

“Dobbiamo muoverci secondo quanto dispone il patto di stabilità e crescita: l‘obiettivo di riportare il deficit sotto il 3% e il debito sotto il 60% [del Pil] va tenuto presente nel breve e nel medio termine” dice alla stampa il ministro austriaco Josef Proell.

“Riconosco non si tratti di un obiettivo facile per alcuni paesi il cui deficit è ampiamente lievitato nello sforzo di combattere la crisi” aggiunge.

I dati Eurostat in arrivo in settimana dovrebbero nel frattempo evidenziare un‘espansione del prodotto interno lordo Uem nel terzo trimestre, in questo modo sancendo la fine di una recessione durata un anno.

Durante la riunione del G20 finanziario del fine settimana scorso, ministri e banchieri centrali hanno messo l‘accento sulla necessità di procedere con prudenza nella rimozione delle misure di stimolo fiscale in modo da non pregiudicare una ripresa ancora “disomogenea” che necessità di sostegno.

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha peraltro ribadito oggi che anche le autorità monetarie procederanno molto gradualmente nella strategia di ‘uscita’ dalle misure eccezionali di sostegno al credito.

“Vediamo elementi incoraggianti, la conferma che siamo riusciti a evitare una grave depressione, ma elementi che richiedono comune sorveglianza” ha spiegato al termine della riunione della Banca per i regolamenti internazionali a Basilea.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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