9 novembre 2009 / 12:15 / 8 anni fa

Italia, Ue raccomanda rientro deficit sotto 3% entro 2012

<p>La posizione fiscale dell'Italia nel 2009 &egrave; dovuta a una risposta appropriata alle richieste europee, ma le autorit&agrave; dovranno mettere fine entro al massimo il 2012 all'attuale situazione di deficit oltre il 3% del Pil. REUTERS/Francois Lenoir</p>

BRUXELLES/MILANO (Reuters) - La posizione fiscale dell‘Italia nel 2009 è il risultato di una risposta appropriata alle richieste europee, ma le autorità dovranno mettere fine al massimo entro il 2012 all‘attuale situazione di deficit che supera il 3% del Pil.

E’ quanto si legge su un rapporto con le raccomandazioni al paese della Commissione europea, ottenuto da Reuters, che dovrebbe essere approvato mercoledì 11.

Il rapporto invita l‘Italia a implementare le misure di bilancio del 2010 rispetto a quanto previsto nella Finanziaria.

“Il Consiglio stabilisce la scadenza del 2 giugno 2010 perché il governo italiano intraprenda azioni efficaci per implementare le misure fiscali nel 2010, come programmato, e sottolinei le misure necessarie per correggere il deficit eccessivo”, si legge.

In particolare l‘Italia dovrà assicurare nel triennio 2010-2012 un aggiustamento strutturale medio del budget dello 0,5% su anno. Il consolidamento fiscale dovrebbe contribuire a un avvicinamento del debito al 60% del Pil e il governo dovrebbe tentare di cogliere ogni opportunità per raggiungere questo obiettivo, incluso l‘utilizzo di entrate eccezionali del tipo di quelle derivanti dallo scudo fiscale.

L‘esecutivo europeo suggerisce anche un miglioramento nell‘efficienza della spesa per salvaguardare un livello adeguato dei servizi pubblici. La manovra dovrebbe andare di pari passo con riforme a supporto del mercato del lavoro e del sistema educativo, con un impegno a ridurre le disparità a livello regionale.

Per la Commissione europea la crisi economica ha avuto un forte impatto sull‘economia italiana, ma la risposta del governo è stata appropriata e consapevole della necessità di evitare un ulteriore deterioramento delle finanze pubbliche con un finanziamento delle misure prese principalmente attraverso la ridistribuzione dei fondi o con altre compensazioni.

La settimana scorsa la Commissione europea aveva diffuso le stime autunnali sull‘economia, prevedendo per l‘Italia un deficit al 5,3% nel 2009 e nel 2010 e del 5,1% nel 2011, con un debito a 114,6% nell‘anno in corso per poi salire negli anni successivi rispettivamente al 116,7% e al 117,8%.

Nella parte del rapporto dedicata alle opinioni l‘esecutivo Ue sottolinea che, sulla base delle ultime stime, l‘eccesso del deficit italiano non può essere considerato temporaneo.

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