5 novembre 2009 / 17:20 / 8 anni fa

Svizzera chiede a Italia di essere tolta da lista nera

di Giuseppe Fonte

<p>Il ministro dell'Economia svizzero Doris Leuthard. REUTERS/Michael Buholzer</p>

ROMA (Reuters) - La Svizzera chiede all‘Italia di essere tolta dalla lista nera dei paesi non collaborativi con il fisco in cambio della firma al nuovo accordo per evitare la doppia imposizione.

Lo ha spiegato ai giornalisti il ministro dell‘Economia elvetico Doris Leuthard al termine di un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.

“Abbiamo più di 17 nuovi accordi. La Svizzera vuole siglare gli accordi con i vicini più importanti. Siamo aperti. Non vogliamo essere sulla lista nera italiana, questa sarebbe una condizione”, ha detto Leuthard.

Il 10 ottobre l‘Agenzia delle entrate ha diffuso una lista di 36 Paesi collaborativi che non comprende la Svizzera, ritenuta un paradiso fiscale. Come conseguenza, gli italiani che hanno capitali e attività in Svizzera non dichiarati al fisco italiano potranno sanarli con lo scudo fiscale solo ricorrendo al regime del rimpatrio (fisico o giuridico) e non alla più semplice regolarizzazione.

Si stima che decine di miliardi di euro lasceranno la Svizzera per far rientro in Italia e aderire alla sanatoria che prevede un‘aliquota del 5% sul capitale illecitamente esportato all‘estero.

Proprio oggi il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ha detto ai senatori del Pdl di attendersi tra i 4 e i 5 miliardi di nuove entrate dallo scudo che quindi dovrebbe interessare complessivamente 60-80 miliardi di euro.

In occasione delle precedenti due sanatorie oltre la metà dei capitali erano rientrati dalla Svizzera.

“SVIZZERA NON E’ UN PARADISO FISCALE”

“È giusto che il governo italiano voglia far emergere dalla illegalità dei capitali ma sul metodo per arrivare a questo c’è una differenza tra la Svizzera e l‘Italia”, ha commentato il ministro Leuthard.

“La Svizzera non è un paradiso fiscale, è uscita dalla lista grigia stilata dall‘Ocse, deve uscire dalla lista nera italiana”, ha continuato il ministro.

Leuthard ha definito il recente blitz di Guardia delle finanze e Agenzia delle entrate ai danni delle banche elvetiche “una criminalizzazione”.

In un comunicato congiunto, anche Scajola ha confermato “la volontà di proseguire il dialogo superando le criticità emerse nelle ultime settimane a proposito dell‘applicazione dello scudo fiscale”.

I due hanno poi enfatizzato la portata dei rapporti economici tra Italia e Svizzera: “L‘Italia è il terzo partner della Svizzera a livello globale e il secondo in ambito Ue. L‘interscambio commerciale tra i due Paesi nel 2008 è stato di 25,7 miliardi; gli investimenti italiani nella Confederazione elvetica sono stati pari a 225 milioni di €. La Svizzera è il sesto Paese investitore in Italia”.

Scajola ha anche assicurato alla Leuthard il proprio impegno per favorire la collaborazione italiana con le aziende svizzere.

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