5 novembre 2009 / 11:55 / tra 8 anni

Fiat corre a Piazza Affari dopo presentazione piano Chrysler

<p>Le quotazioni di Fiat sono in forte rialzo nella tarda mattinata di Piazza Affari, il giorno dopo la presentazione del piano di rilancio della controllata Chrysler negli Usa da parte di Sergio Marchionne. REUTERS/Rebecca Cook</p>

MILANO (Reuters) - Le quotazioni di Fiat sono in forte rialzo nella tarda mattinata di Piazza Affari, il giorno dopo la presentazione del piano di rilancio della controllata Chrysler negli Usa da parte di Sergio Marchionne.

Intorno alle 12,15 il Lingotto guadagna il 3,4%, mentre l‘indice di riferimento di settore mostra un andamento positivo ma più contenuto, a +0,7%.

Tra il pomeriggio e la tarda serata italiana di ieri, l‘AD Fiat ha rivelato dal quartier generale Chrysler di Auburn Hills, nel Michigan, ambiziosi obiettivi per il rilancio della casa automobilistica americana uscita a giugno dal procedimento fallimentare.

“Il piano è ben al di sopra delle attese per quanto riguarda i volumi e il fatturato, e per quanto sia chiaramente ambizioso, il mercato scommette su Marchionne”, dice un trader a Piazza Affari.

Chrysler, di cui Fiat possiede il 20%, prevede un ritorno al break even operativo già dal prossimo anno, con il pareggio del risultato netto nel 2011. Il piano indica un utile operativo di 5 miliardi e un utile netto di 3 miliardi di dollari nel 2014.

Nello stesso arco di tempo il fatturato dovrebbe crescere fino a 67,5 miliardi di dollari, con una media del periodo del 20% annua.

“Crediamo che il mercato al momento sottovaluti ampiamente il valore di Chrysler per Fiat, che è la nostra scelta numero uno in Europa con oltre il 60% di guadagno potenziale fino al nostro target di 18 euro”, dice una nota di Morgan Stanley.

La nota aggiunge che gli obiettivi di Chrysler in termini di ricavi e utili sono molto più ottimistici delle proprie stime, ma spiega che un loro raggiungimento anche solo parziale può rendere possibile un‘Ipo per Chrysler nella prima parte del 2011. Ieri era stato il management del costruttore Usa ad ammettere di ritenere realistica l‘ipotesi di Ipo entro il 2014, ma altamente improbabile prima del 2011.

Ieri Marchionne ha voluto mandare un messaggio rassicurante al mercato anche sulla solidita finanziaria di Chrysler, spiegando come la società abbia generato un flusso positivo di cassa dalla sua uscita dall‘amministrazione controllata lo scorso giugno e disponga ora di 5,7 miliardi di dollari.

JP Morgan attraverso una nota giudica gli obiettivi di Marchionne “non conservativi”, ma aggiunge che se venissero centrati si tratterebbe di un notevole cambiamento di rotta per Chrysler, con un beneficio quantificabile intorno ai 4,5 euro per azione per Fiat, con la possibilità di ulteriori 2,5 euro entro il 2011.

Ma se le vendite non mostrano segni di vitalità, prosegue la nota, “il mercato potrebbe passare a una visione più pessimistica sulle prospettive di Chrysler, cosa che apre le porte a un calo nell‘ordine del 10-15% per il valore del titolo Fiat”.

Le vendite di Chrysler a ottobre sono cadute del 30% rispetto all‘anno precedente, proprio mentre la rivale GM registrava il primo incremento di fatturato in quasi due anni.

Credit Suisse considera il piano Marchionne aggressivo, ma, sebbene esistano significativi rischi per gli investitori Fiat, la banca svizzera dice di aspettarsi “una decisa ripresa nel mercato americano che stimoli gli investitori ad assumere posizioni più ottimistiche sul titolo”.

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