4 novembre 2009 / 16:47 / 8 anni fa

Irap: taglio forse in Finanziaria alla Camera, dice Tesoro

ROMA (Reuters) - Il taglio parziale dell‘Irap sarà inserito “eventualmente” in Finanziaria durante il passaggio alla Camera, cioè a partire dalla seconda metà di novembre.

<p>Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, durante un suo intervento al Senato. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Lo ha detto il vice ministro dell‘Economia Giuseppe Vegas nel giorno in cui l‘aula al Senato inizia l‘esame della legge di bilancio.

“È molto difficile che l‘intervento si faccia in Senato. Eventualmente qualche cosa alla Camera”, ha detto Vegas conversando con i cronisti a Palazzo Madama.

Il numero due di Giulio Tremonti ha comunque espresso “dubbi sull‘utilità” di un intervento pari a 1-1,5 miliardi, come ipotizzato nelle ultime ore: il beneficio per le imprese sarebbe limitato e pesante invece l‘impatto sulle casse dello Stato.

Fonti politiche riferiscono che Tremonti potrebbe incontrare i capigruppo di maggioranza in Senato domani. Il governo punta a incassare il primo via libera alla Finanziaria senza particolari modifiche.

L‘Irap, che viene utilizzata anche dagli enti locali per finanziare i servizi sanitari, nel 2008 ha generato un gettito complessivo di poco superiore a 38 miliardi.

Nata nel 1997 dall‘accorpamento di sette diverse imposte locali, l‘Irap ha suscitato sin dall‘origine aspre critiche, sia perché viene calcolata al lordo del costo del lavoro -- penalizzando quindi le imprese ad alta intensità di manodopera -- sia perché va pagata anche quando l‘esercizio si chiude in perdita, aggravando il conto economico.

IL NODO COPERTURE E LA PARTITA SULLO SCUDO FISCALE

La timida apertura di Vegas alle richieste della maggioranza arriva dopo le tensioni per la linea rigorista sui conti pubblici voluta da Tremonti, oggetto giorni fa di uno scontro in seno al governo per ora appianato.

Il problema da sciogliere per ridurre l‘Irap resta sempre quello delle coperture.

La linea attendista del Tesoro si spiega anche con la necessità di aspettare i risultati dello scudo fiscale, che secondo le banche d‘affari potrebbe fruttare un gettito di circa 5 miliardi.

Difficile però che una misura una tantum come lo scudo possa coprire in toto un intervento strutturale sull‘Irap, anche se di modeste dimensioni.

“Se i dati dello scudo saranno buoni, sarà necessario un decreto legge che entri subito in vigore”, dice il senatore del Pdl Lucio Malan.

L‘ipotesi di un nuovo decreto anticrisi come strumento legislativo alternativo alla Finanziaria circola da parecchi giorni ma al momento non ci sono conferme ufficiali a livello governativo.

È noto tuttavia che l‘esecutivo stia lavorando a un nuovo pacchetto di misure a sostegno dell‘economia: dal fondo salva imprese, annunciato da Tremonti giovedì alla Giornata del risparmio, alla proroga degli incentivi per l‘acquisto di automobili fino alle misure per il riempiego dei cassintegrati, proposte ieri dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

Uno dei nodi che potrebbero essere sciolti con il varo del nuovo decreto è anche l‘estensione al 2010 dello scudo fiscale, chiesta con forza da commercialisti e banche d‘affari. In questo caso il decreto dovrebbe entrare in vigore prima del 15 dicembre, ultimo giorno per aderire alla sanatoria.

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