28 ottobre 2009 / 08:31 / tra 8 anni

Borsa Milano pesante con Fiat, Saipem e cemento, ok Snam e Terna

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in profondo rosso una seduta che ha confermato il cambio di direzione che sta caratterizzando la prima parte dell‘ultimo trimestre dell‘anno.

<p>Un'immagine della Borsa di Milano. REUTERS/Stefano Rellandini (ITALY )</p>

“Gli indicatori macroeconomici degli ultimi giorni sono stati piuttosto brutti”, ricorda un dealer. “Ma domani verrà pubblicato il dato sul Pil Usa. E la settimana prossima toccherà all‘indice Ism e al dato sulla creazione di posti di lavoro nel mese di ottobre”.

Insomma, prosegue l‘operatore, “è presto per parlare di cambio di clima”, perché “uno storno dei mercati, anche del 10%, è fisiologico”.

Peraltro, si vanno addensando nubi sulle previsioni di ripresa dell‘economia: Goldman Sachs, per esempio, evidenzia un trader, ha tagliato la stima di crescita del Pil Usa del terzo trimestre al 2,7% dal 3%.

Inoltre, ricordano gli operatori, si moltiplicano i segnali di cambio d‘atteggiamento da parte di governi e banche centrali riguardo alle politiche espansive. La banca centrale di Norvegia ha anticipato il trend incrementando i tassi dello 0,25%, portandoli all‘1,5%.

“Una stretta generalizzata ai tassi”, sintetizza un trader, “porterebbe ad un ulteriore storno delle borse”.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha perso il 2,25%, l‘AllShare il 2,4% e il MidCap il 2,48%. Volumi per un controvalore di circa 3,2 miliardi di euro.

* Giornata di sofferenza per FIAT, in calo del 6,26%, a 9,9550 euro. Il titolo del Lingotto, dunque, non è riuscito a difendere quota 10 euro. Straordinari gli scambi: sono passati di mano oltre 67 milioni di pezzi, pari al 6,2% circa del capitale ordinario, contro una media dell‘intera seduta di 38,710 milioni negli ultimi trenta giorni. Male anche la controllante EXOR: -3,93%. I trader riconducono la debolezza di Fiat ai realizzi, che colpiscono l‘intero comparto dell‘automotive (-4,77%), e alle indiscrezioni sul piano Chrysler. Un dealer cita “l‘incertezza sul rinnovo degli incentivi”, un macigno che grava sul futuro delle case europee.

* Restando all‘automotive, pesante PIRELLI (-5,1%) e, fuori dal paniere principale, COBRA (-8%), PININFARINA (-6,43%), PIAGGIO (-5,26%) e LANDI RENZO (-6,4%).

* A picco le società attive nel cemento, penalizzate dai risultati della messicana Cemex: BUZZI è caduta del 5,18% e ITALCEMENTI del 3,57%. Lo stoxx europeo del settore costruzioni è arretrato del 3,9%.

* Fuori dal paniere principale, la società di costruzioni ASTALDI è balzata del 2,98% dopo essersi aggiudicata una commessa di 800 milioni in Polonia.

* Non si arresta la discesa delle banche: lo stoxx europeo è scivolato del 2,84%. Le performance peggiori sono state realizzate da BANCO POPOLARE (-4,16%), POP MILANO (-2,69%), MEDIOLANUM (-3,29%) e UNICREDIT (-3,5%). MEDIOBANCA ha ceduto l‘1,91% dopo la diffusione della trimestrale.

* Positive le utilities, con l‘eccezione di A2A (-3,04%): la società lombarda, secondo i trader, paga dazio all‘ipotesi di azzeramento del dividendo per via della multa Ue. Segno più per SNAM (+2,01%) e TERNA (+0,75%).

* Brutta giornata, nel complesso, per i petroliferi, sui quali pesano le voci di profit warning della società di raffinazione svizzera Petroplus: il paniere europeo ha lasciato sul terreno l‘1,7%. A Milano, ENI ha confermato di avere una natura difensiva, limitando la flessione allo 0,68%. Peggio sono andate le cose alla controllata SAIPEM, che ha perso il 5,4% nella giornata in cui Santander ne ha tagliato il rating. Fra i gruppi che operano nella componentistica e nell‘ingegneristica legata al settore energetico, TENARIS -5,58% e MAIRE TECNIMONT -4,95%.

* Gettando uno sguardo alle small cap, restando in ambito energetico, TERNIENERGIA, società attiva nella produzione da fonti rinnovabili, ha guadagnato il 4,67% grazie ai risultati dei primi nove mesi del 2009.

* TELECOM, che aveva retto bene in mattinata, è peggiorata un po’ nella seconda parte della seduta, terminando in calo dell‘1,86%. Una fonte vicina a Telco ha riferito che Sintonia ha deciso di non rinnovare il patto della holding.

* Fra le small e mid cap, COIN è salita del 3,92% dopo aver confermato le indiscrezioni di stampa su un possibile matrimonio con Upim.

* Tracollo di TISCALI: -50,87%. Il 30 ottobre si chiuderà il periodo di offerta in opzione dei titoli rivenienti dall‘aumento di capitale per massimi 180 milioni di euro. Le nuove azioni sono offerte a 0,10 euro l‘una, contro una quotazione attuale di 0,2250 euro.

* SNIA ha lasciato sul terreno il 12,54%: ieri, l‘assemblea degli azionisti ha approvato un aumento di capitale per massimi 10 milioni di euro.

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