26 ottobre 2009 / 08:37 / 8 anni fa

Borsa Milano giù con finanziari e industriali, cade Impregilo

<p>Piazza Affari in frazionale rialzo in avvio tra borse europee leggermente pi&ugrave; forti. REUTERS/Brendan McDermid</p>

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in deciso ribasso una seduta che aveva visto una fiammata dopo l‘avvio tonico di Wall Street.

La successiva picchiata della borsa Usa, che gli operatori attribuiscono al rafforzamento del dollaro e al calo dei prezzi del petrolio, ha provocato una violenta inversione di tendenza.

Un trader riferisce di “rumour di aumento di capitale per Bank of America e stop agli incentivi pubblici per il mercato immobiliare negli Stati Uniti”.

A trainare il listino era stata soprattutto UniCredit, che venerdì scorso aveva zavorrato Milano. In denaro anche gli energetici. Poi, però, Wall Street ha cambiato senso di marcia e Milano, in sintonia con l‘Europa, è precipitata.

“E’ stata una giornata in linea con il periodo”, commenta un dealer. “Si sale senza convinzione”. E “alla prima occasione buona”, aggiunge un operatore, “scattano le prese di beneficio. C’è molto nervosismo. L‘impressione è che non ci siano più spazi per rialzi significativi”.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha perso l‘1,79%, mantenendosi sopra quota 23.000 punti (23.001,56 punti la chiusura), dopo essere scivolato sino a 22.924,06 punti. L‘AllShare ha ceduto l‘1,74% e il MidCap l‘1,76%. Volumi per un controvalore di circa 2,96 miliardi.

* Le banche, come di consueto, hanno scandito il ritmo della seduta. Tonica per gran parte della giornata, UNICREDIT ha invertito direzione nel finale, terminando in calo del 2,01%.

* Ha retto POP MILANO (-0,36%): nel week-end, un quotidiano ha tracciato uno scenario riguardante le intenzioni dell‘azionista Credit Mutuel.

* Molto debole INTESA SANPAOLO, calata del 3,12%. Male anche MEDIOBANCA, -2,77%, MEDIOLANUM, -2,44%, e MONTEPASCHI, -2,05%.

* Gli assicurativi italiani hanno risentito del tracollo di Ing, che ha annunciato un aumento di capitale da 7,5 miliardi per ripagare il 50% degli aiuti pubblici ricevuti e ha trascinato a picco lo stoxx europeo (-3,81%). FONDIARIA-SAI è arretrata del 4,22%, GENERALI del 2,54% e UNIPOL del 2,44%.

* Gli energetici hanno risentito della flessione prezzi del petrolio: posito per buona parte della giornata, il paniere europeo ha frenato nel finale e chiuso in calo dello 0,32%. A Milano, TENARIS è salita dello 0,53%. ENI, a pochi giorni dalla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, è scesa dell‘1,3%. Domani sarà SAIPEM (-2,59%) a comunicare la trimestrale.

* Qualche spunto per le utilities, classico comparto difensivo: SNAM RETE GAS +0,39%, ENEL -0,42%, TERNA -0,28% e A2A -1,21%.

* Un trader evidenzia che “il driver di questo periodo sono i cambi valutari”. La persistente debolezza del dollaro rispetto all‘euro - sebbene oggi il biglietto verde si sia rafforzato nel pomeriggio - incide negativamente su alcune società. In particolare, BULGARI è arretrata del 5,15% e AUTOGRILL del 2,64%.

* IMPREGILO è caduta del 5,91%, con scambi pari a quasi tre volte la media. Exane ha tagliato il target a 3,5 da 3,8 euro, confermando il rating “outperform”. Analisti e trader fanno riferimento alla cautela sui risultati di alcune attività e l‘attesa per la sentenza di Napoli sui sequestri nell‘ambito della vicenda dei rifiuti in Campania.

* TELECOM ITALIA ha lasciato sul terreno il 3,19%. Gli operatori riferiscono che almeno un paio di broker hanno ridotto la guidance sui risultati del terzo trimestre. Il gruppo guidato da Franco Bernabè ha smentito le indiscrezioni sull‘acquisto di Telekom Austria.

* Tonica LOTTOMATICA, +0,66%, che ha vinto un contratto in Spagna in joint venture con Logista.

* Pesanti gli industriali ciclici: BUZZI UNICEM -4,22%, PIRELLI -4,04%, ITALCEMENTI -2,7%, PRYSMIAN -2,58%.

* Fuori dal paniere principale, MANAGEMENT & CAPITALI è arretrata dello 0,81%: oggi si chiude il periodo di adesione all‘offerta lanciata da Modena Capitale. Giampiero Samorì, numero uno dell‘offerente, ha detto a Reuters che non è prevista alcuna proproga all‘Opa.

* TISCALI è balzata del 26,16%: venerdì scorso si è chiuso il periodo di negoziazione dei diritti di opzione dell‘aumento di capitale per massimi 180 milioni.

* MAIRE TECNIMONT è arretrata del 6,81%: nel week-end, un quotidiano ha riportato le stime sui risultati 2009, con un Ebitda visto scendere a 170 da 185 milioni.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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