23 ottobre 2009 / 08:35 / 8 anni fa

Quanto è "troppo" per il debito di un governo?

di Emily Kaiser

<p>Il direttore generale del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn, nel corso del Meeting annuale tra Fmi e Banca mondiale a Istanbul, lo scorso 6 ottobre. REUTERS/Stephen Jaffe</p>

WASHINGTON (Reuters) - A chi chiede in prestito migliaia di miliardi di dollari aiuta avere una buona reputazione, introiti fissi e molti amici ricchi e fiduciosi.

Questo, in parte, spiega perchè i 1.400 miliardi di dollari di deficit Usa annunciati la scorsa settimana hanno lasciato attoniti i politici ma non hanno spaventato gli investitori, che continuano a dare denaro al governo Usa a bassi tassi di interesse.

E questo spiega anche come mai Giappone e Italia possono andare avanti con un debito superiore al Pil - mentre in passato economie di mercati emergenti come l‘Argentina sono state schiacciate da indebitamenti di dimensioni simili.

Per quanto riguarda l‘Italia conta poi che non sia mai andata in default dai tempi di Benito Mussolini e che appartenga al sistema dell‘euro.

Secondo il Fondo monetario internazionale, il rapporto tra debito e Pil nei paesi del G7 continuerà a salire quest‘anno e rimarrà probabilmente elevato almeno fino al 2012.

In parte, ciò è conseguenza della recessione: la spesa dei governi è schizzata verso l‘alto nel tentativo di salvare le banche e resuscitare le economie, mentre i ricavi da tasse sono diminuiti.

I Governi cercano di trovare un magico equilibrio tra il “fare”, per mettere fine alla crisi, e il “non fare”, per evitare di piombare nel buco nero del debito.

“E’ questo il dilemma centrale di questo periodo storico (trovare il punto d‘equilibrio)”, dice il segretario del Tesoro Timothy Geithner.

Una cosa comunque è certa: se i Paesi più ricchi del globo prenderanno sotto gamba il problema del debito, le conseguenze saranno gravi e gli effetti a domino.

Per gli Usa, ad esempio, i primi segni di difficoltà potrebbero tradursi in un rapido deprezzamento del dollaro, un aumento veloce dell‘inflazione e un balzo dei rendimenti dei Treasuries.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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