20 ottobre 2009 / 17:28 / tra 8 anni

Santa Giulia, 5 arresti tra cui AD Sadi Grossi, 2 fermi

di Silvia Molteni

MILANO (Reuters) - Cinque persone sono state arrestate e due fermate oggi dalla Guardia di Finanza di Milano nell‘ambito di un‘indagine su una serie di fatturazioni fasulle e riciclaggio nella bonifica dell‘area Santa Giulia, quartiere sud di Milano al centro di interventi di recupero ambientale propedeutici ad un‘operazione immobiliare.

Ne danno notizia due note delle Fiamme Gialle.

Tra i cinque destinatari delle misure di custodia cautelare, secondo quanto hanno riferito fonti investigative, ci sono Giuseppe Grossi, AD della società Sadi-Servizi Industriali e Rosanna Gariboldi, assessore all‘Organizzazione Interna e Relazioni Esterne della Provincia di Pavia e moglie di Giancarlo Abelli, deputato del Pdl.

Gli altri tre arrestati sono tutti stretti collaboratori di Grossi: si tratta di Cesarina Ferruzzi, Paolo Titta e Maria Ruggero che secondo quanto afferma Sadi-Servizi Industriali in una nota, “hanno ricoperto la carica di consiglieri sino allo scorso mese di febbraio”.

Sadi-Servizi Industriali sottolinea che la società in quanto tale non è stata destinataria di alcun provvedimento dell‘autorità giudiziaria e precisa che “nessun altro amministratore o dipendente di Sadi- Servizi Industriali risulta destinatario dei provvedimenti riportati dagli organi di stampa. La società conferma la propria linea di piena collaborazione con gli inquirenti”.

Le ipotesi di reato - a vario titolo e per i diversi indagati - sono l‘associazione a delinquere, l‘emissione e l‘annotazione di fatture per operazioni inesistenti, l‘appropriazione indebita e il riciclaggio, il tutto aggravato dalla transnazionalità.

Inoltre, secondo quanto riferito dalle Fiamme Gialle in una nota, nel primo pomeriggio sono state fermate due persone, entrambe italiane, accusate di concorso in riciclaggio. I due “risultano essere titolari effettivi di società straniere - formalmente gestite da prestanomi - attraverso le quali venivano ripuliti i proventi delle false fatturazioni del gruppo industriale che aveva ottenuto l‘appalto per la bonifica dell‘area ‘Santa Giulia’”.

Le Fiamme Gialle stanno effettuando perquisizioni per reperire documentazione utile alle indagini.

FATTURE FALSE

Gli inquirenti ipotizzano che Grossi, con l‘aiuto dei suoi collaboratori, si sia appropriato grazie a fatture false di disponibilità finanziarie delle sue società all‘estero per fini personali.

Gariboldi, spiega la Guardia di Finanza, avrebbe invece effettuato azioni di riciclaggio mediante flussi finanziari estero su estero, ricevendo tra l‘altro soldi provenienti da alcuni conti schermati che Grossi aveva aperto a Montecarlo. Proprio nel Principato, nei mesi scorsi, la procura aveva avviato una rogatoria per fare luce sui conti nella disponibilità della donna.

L‘imprenditore è sotto inchiesta dal febbraio scorso, quando due suoi collaboratori - gli ex finanzieri Paolo Pasqualetti e Giuseppe Anastasi - e l‘avvocato svizzero Fabrizio Pessina sono stati arrestati con l‘accusa di aver riciclato all‘estero per suo conto 22 milioni di euro, attraverso società coinvolte solo in apparenza in operazioni di trasporto e smaltimento del materiale di scarto derivante dalla bonifica dell‘area Santa Giulia.

Nell‘inchiesta, secondo fonti investigative, è indagato anche Luigi Zunino, già sotto indagine con l‘ipotesi di reato di bancarotta nel caso Risanamento, società di cui è fondatore e che si è occupata dello sviluppo immobiliare dell‘area Santa Giulia.

Tuttavia, un portavoce di Zunino, dichiara che non risulta alcuna indagine a carico dello stesso Zunino in merito alla vicenda bonifiche Santa Giulia.

Il parlamentare del Pdl Abelli era stato assolto nel 2003 “perché il fatto non costituisce reato” al termine del processo sullo scandalo sui rimborsi gonfiati nella sanità lombarda - il cosiddetto caso Longostrevi - nel quale l‘uomo politico, all‘epoca assessore regionale, era stato indagato dalla procura con le ipotesi di abuso d‘ufficio e frode fiscale per una consulenza da 72 milioni di lire. In quel processo vennero condannati per corruzione 175 medici di base.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below