19 ottobre 2009 / 14:31 / 8 anni fa

Finanza islamica, Mps: in Italia vista raccolta 4,5 mld in 2015

<p>Fedeli musulmani pregano nella moschea di Roma durante il Ramadan, in una foto d'archivio. REUTERS/Chris Helgren</p>

ROMA (Reuters) - In Italia la finanza islamica ha un potenziale di raccolta di 4,5 miliardi di euro e ricavi per oltre 150 milioni di euro al 2015. E’ il risultato di una analisi di Mps Research.

Lo studio ha analizzato l‘evoluzione demografica della popolazione musulmana in Europa e l‘attività delle banche islamiche o convenzionali che offrono servizi finanziari e che rispettano la legge islamica.

“In Europa Occidentale esistono oltre 13 milioni di musulmani, di cui circa 830.000 unità residenti in Italia. Gli immigrati musulmani rappresentano, pertanto, un segmento di mercato molto rilevante ed in continua espansione, servito per il momento da 26 Banche islamiche e Convenzionali (con filiali o islamic windows) presenti in Europa, di cui 19 si trovano nel Regno Unito e ancora nessuna in Italia”, si legge in una sintesi dello studio di Mps Research.

“Si evidenzia, in particolare, che in UK la prima banca ad operare interamente secondo i principi della Shari‘a alla fine del 2008 (dopo 4 anni dall‘apertura) conta più di 40.000 clienti e una raccolta di 153 mln di sterline”.

Considerato il tasso di crescita delle banche operative nel Regno Unito e considerando che in Italia i clienti islamici, secondo l‘Istat, potrebbero salire a 1,3 mln nel 2015, “in caso di avvio di filiali islamiche o di islamic windows sarebbero in grado di generare per il sistema bancario italiano una raccolta potenziale di circa 4.500 mln di euro nel 2015 e ricavi superiori a 150 mln”.

Oggi il mercato finanziario islamico rappresenta soltanto l‘1% delle attività finanziarie mondiali, ma con un tasso di crescita degli asset, spiega lo studio, del 10-15% annuo mentre i ricavi dell‘attività presso la clientela sono cresciuti del 44% in media all‘anno.

Si sta inoltre sviluppando un‘ampia varietà di strumenti finanziari “appositamente realizzati per conciliare i dettami della Shari‘a: tra questi una tipologia importante è quella dei Sukuku (certificati) che a fine 2008 hanno raggiunto un valore di 100 mld di dollari”.

Quello che caratterizza questo tipo di contratti è, per esempio, la compartecipazione al rischio tra la banca finanziatrice e l‘imprenditore, come nei contratti Musharaka, simili alle joint venture, che prevedono una condivisione su utili e perdite da parte della banca che ha finanziato il progetto.

Uno degli strumenti di finanziamento più utilizzati è invece il Murabaha, “contratto di scambio in cui la Banca acquista un bene in nome proprio ma per conto del cliente per poi rivenderglielo ad un prezzo più alto, preventivamente concordato. Il pagamento di tale prezzo può essere rateale e differito”.

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