15 ottobre 2009 / 13:17 / 8 anni fa

Banca Sud,ok governo, da definire ruolo Poste e garanzie

di Stefano Bernabei

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Andrew Winning (BRITAIN BUSINESS POLITICS)</p>

ROMA (Reuters) - Il governo ha varato il disegno di legge che avvia l‘istituzione di una banca per il Sud, chiamata Banca per il Mezzogiorno spa, in cui lo Stato entra come promotore con una quota simbolica e temporanea e per il quale devono ancora essere definiti il ruolo delle Poste e le possibili garanzie pubbliche alle operazioni finanziarie che attuerà.

Dopo poco meno di due ore di riunione il Consiglio dei ministri ha varato un disegno di legge di 5 articoli la cui filosofia è stata illustrata in conferenza stampa dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, promotore dell‘iniziativa.

“Lo stato ha un ruolo di socio promotore, entra con una cifra molto modesta poi esce e la struttura cammina da sola con una rete di banche territoriali e, se richiesta, ci sarà una struttura superiore di servizio e organizzazione, il tutto accumunato da un logo, da un marchio”, ha detto Tremonti in conferenza stampa.

ALIQUOTA AL 5% PER I BOND SUD CON VINCOLO DI IMPIEGO

Il ddl prevede che le banche italiane, anche se del Nord, possano emettere strumenti finanziari con aliquota fiscale agevolata al 5% con il vincolo di destinare la raccolta a impieghi nel territorio del Mezzogiorno d‘Italia.

“Altro elemento che non riguarda solo la Banca del Mezzogiorno ma tutto il credito per il Mezzogiorno è costituto da uno strumento bancario che è organizzato come segue: una famiglia va in banca, sceglie quella forma di impiego, il capitale va al Sud e l‘aliquota è del 5%”, ha detto Tremonti.

“Possono essere titoli, certificati, obbligazioni, strumenti di raccolta, possono essere emessi da banche del Sud ma anche attive al Nord; importante è che la raccolta sia destinata a finanziare il Mezzogiorno”, ha detto Tremonti.

POSTE TRA PROMOTORI E FORSE ANCHE COMPLEMENTARI A BANCHE

Alle Poste italiane, il cui ad Massimo Sarmi era a palazzo Chigi mentre era in corso il Consiglio, è affidato il ruolo di promotore ma ancora la discussione è aperta.

“Le Poste sono nel comitato promotore e c’è anche la possibilità che svolgano una funzione complementare, sussidiaria o contrattuale al servizio di questa struttura di banca. Dovranno dire loro, le Poste, come e dove integrasi nella rete ma questa è una materia molto delicata e complicata. Stiamo studiando”, ha detto Tremonti.

Il ministro ha auspicato che in Parlamento ci sia “una discussione intensa e molto veloce” sottolineando che dopo “resistenze un po’ preconcette”, ora da Abi e Confindustria ci sono aperture per questo progetto.

STATO MARGINALE, GARANZIA DA DEFINIRE SU ACQUISTO MUTUI

Il ruolo dello Stato in questa nuova banca sarà marginale, “non avrà un ruolo nel senso che avrà ruolo di promotore, sottoscriverà in modo simbolico poi esce”, ha detto Tremonti.

“Pensiamo che questo ruolo sia compatibile con l‘Unione europea e comunque il ddl è subordinato alla compatibilità”, ha aggiunto il ministro.

Un ruolo dello Stato, da definirsi probabilmente con decreti attuativi del ministero dello Sviluppo e dell‘Economia, sarebbe nel dare garanzia ad eventuali operazioni di costruzione di portafogli di mutui immobiliari acquisiti dalle banche socie della nuova Banca del Mezzogiorno.

“La garanzia dello Stato è tutta da vedere e da stabilire e non c’è un importo predeterminato. Lo strumento della garanzia è ancora in fase di discussione probabilmente quella parte la lasciamo al Parlamento da discutere”, ha detto Tremonti.

Nel ddl appena varato dal Consiglio dei Ministri che tratteggia la nuova banca per il Mezzogiorno, è previsto, se il testo non verrà modificato nel passaggio parlamentare, che la nuova banca possa acquisire dalle banche aderenti “mutui a medio-lungo termine di piccole e medie imprese del Mezzogiorno per creare portafogli efficienti in termini di diversificazione e riduzione del rischio. Eventuali emissioni di titoli rappresentativi di tali portafogli possono essere assistiti dalla garanzia del Fondo di cui all‘articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, 662. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell‘Economia e delle finanze sono stabiliti criteri e modalità per la concessione della garanzia, ivi incluso il costo della stessa”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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