7 ottobre 2009 / 09:48 / tra 8 anni

Ue avvia procedura per deficit eccessivo Italia

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea ha avviato la procedura per deficit eccessivo contro l‘Italia e altro otto paesi che hanno superato il tetto del deficit di bilancio previsto da Bruxelles.

<p>Il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso. REUTERS/Francois Lenoir</p>

Oltre che per l‘Italia, la Commissione ha dato avvio al provvedimento per Germania, Austria, Belgio, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia.

In tutto quindi sono 20 i paesi sotto procedura, a partire da Ungheria e Regno Unito, per i quali è stata avviata la procedura nell‘autunno dello scorso anno, ai quali si sono aggiunti oggi altri 9 paesi.

“Si fa prima a dire quelli che non sono in deficit eccessivo” dice il Tesoro italiano in una nota a commento della decisione di Bruxelles: “Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Svezia”. “In questi termini, oltre il 90% del Pil europeo è in deficit eccessivo. Rispetto a quello degli altri Paesi il livello del deficit dell‘Italia non è certo tra i più alti. Basti notare che, se diversi altri Paesi sono al di sopra del 10%, l‘Italia è intorno al 5%, quindi meno della metà”, si legge nella nota del ministero dell‘Economia.

“In realtà non è eccezionale la situazione italiana, ma è eccezionale, per effetto della crisi, la situazione europea e mondiale. Questo non vuol dire che anche in Italia non ci si deve impegnare per riequilibrare quanto prima possibile i conti”, conclude la nota del ministero.

SU DEFICIT ITALIA PESA RECESSIONE, MA ECCESSO NON TEMPORANEO

La decisione di oggi della Commissione è uno stadio iniziale della procedura che poi sarà a soggetta a diversi passaggi prima della fase finale.

Per ciascun paese la Commissione ha stilato un rapporto sulla base delle sue stime di crescita già pubblicate, che per l‘Italia sono di una contrazione nel 2009 del 5%, secondo le stime ad interim del mese scorso, riviste dal -4,4% delle stime di primavera.

“Il deficit/pil è ben al di sopra del 3% del Pil - si legge nel Documento della Commissione riferito all‘Italia che motiva la decisione -- e quello pianificato non è vicino al valore di riferimento indicato nel Trattato Ue”. Lo sforamento viene considerato in parte “eccezionale” e dovuto alla “dura recessione”, ma la situazione non viene giudicata temporanea. Infatti, in linea con le stime aggiornate del Dpef, il deficit è previsto rimanere sopra il 3% “fino al 2011, per poi scendere al 2,7% nel 2012”, ma sulla base di una crescita del Pil che dovrebbe essere del 2% nei due anni.

Quanto al debito/pil, la Commissione Ue sottolinea come “da un picco del 120% nel 1993, è calato gradualmente a circa il 104% nel 2004”. Ma il debito è tornato a salire nel 2005 e 2006, e nel 2008 si è attestato al 105,7% “guidato dal peso di tassi di interesse crescenti e dal declino del Pil, così come dalla decisione del governo di aumentare la liquidità detenuta con la Banca d‘Italia”. Nel 2009, quindi, l‘aumento del debito “deriva soprattutto dalla riduzione dell‘avanzo primario e dalla contrazione del Pil”, mentre l‘iniezione di capitale nel settore bancario resta “trascurabile”.

Il Pil ritornerà a crescere “molto lentamenete nella seconda metà di quest‘anno” continua il rapporto Ue sull‘Italia. “Nel 2010 si prevede che l‘attività economica si stabilizzi a un livello basso, beneficiando di una ripresa della domada estera e dei consumi privati”. Restano però a pesare “le debolezze strutturali alla base della lenta dinamica della produttività”.

NEL MIRINO SPESA PENSIONI E STIPENDI PUBBLICI

La composizione della spesa pubblica in Italia per la Commissione Ue resta caratterizzata da “un elevato costo del debito e da un‘alta spesa per le pensioni” oltre al fatto che “i salari nel settore pubblico mostrano un andamento che non ha rapporto con le attuali condizioni economiche”.

Riguardo le pensioni - si legge nel rapporto -- da una parte, grazie alle misure adottate, l‘impatto a lungo termine dell‘invecchiamento della popolazione sul budget in Italia è più basso rispetto alla media Ue e anche la spesa per le pensioni mostra un incremento più moderato rispetto alla media Ue. D‘altro canto però la spesa pensionistica rispetto al Pil resta tra le più elevate nella Ue, e le proiezioni partono dall‘assunto che le riforme adottate siano pienamente attuate.

MISURE ANTICRISI TEMPESTIVE E MISURATE

Quanto alle misure adottate dal governo per affrontare la crisi, Bruxelles dice che esse sono state ”tempestive e ben mirate“ purchè la prevista accelerazione degli investimenti pubblici venga effettivamente attuata”.

In generale il pacchetto di misure “rappresenta un‘adeguata risposta alla recessione economica”, tenendo conto dell‘elevato debito pubblico e dei margini di manovra a disposizione..

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiaa

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