6 ottobre 2009 / 15:56 / 8 anni fa

Scudo fiscale,Fitch: a medio termine rischio su finanza pubblica

MILANO (Reuters) - A breve lo scudo fiscale porterà soldi nelle casse del governo italiano, ma mina la propensione dei cittadini a pagare le tasse e, nel medio termine, costituisce un rischio per i conti pubblici.

<p>Serie di banconote da 10 euro sigillate. REUTERS/Heinz-Peter Bader</p>

Lo ha dichiarato oggi Brian Coulton, capo del dipartimento per i rating sovrani in Emea di Fitch, raggiunto telefonicamente a Istanbul.

“Nel medio periodo lo scudo fiscale è un rischio per la finanza pubblica italiana” ha detto Coulton.

“Lo scudo porterà euro al governo italiano e lo aiuterà a limitare l‘allargamento del deficit fiscale nel 2009 e nel 2010”, ha riconosciuto l‘esperto di conti pubblici, che ha, però, messo in guardia sugli effetti nei prossimi anni.

“Provvedimenti di amnistia fiscale danneggiano la capacità del governo di raccogliere gettito con le tasse”, ha detto Coulton.

“Si rischia minare i miglioramenti ottenuti in Italia sul piano della finanza pubblica nel 2006 e nel 2007 anche attraverso un innalzamento del quoziente gettito/Pil”.

Il governo italiano ha convertito in legge nei giorni scorsi il decreto che fissa le norme per l‘emersione dei capitali illecitamente esportati all‘estero voluto dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti.

Questa, che è la terza versione dello scudo fiscale, secondo alcuni banchieri d‘affari potrebbe portare all‘emersione di capitali per 50-100 miliardi di euro, con un gettito per lo Stato tra 2,5 e 5 miliardi di euro.

Guardando alla crisi e alla ripresa in arrivo a livello internazionale, Coulton riconosce che il governo italiano ha avuto “un atteggiamento responsabile”, scegliendo di non attuare un piano di stimolo fiscale di grande portata.

“Tuttavia, mano a mano che la ripresa prenderà piede speriamo che i piani di consolidamento di bilancio siano rinvigoriti”.

Il governo italiano proietta il deficit a 5,3% a fine 2009 e a 5% del Pil nel 2010, mentre il debito è visto in crescita progressiva a 115,1% del Pil quest‘anno e a 117,3% il prossimo.

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