3 ottobre 2009 / 15:38 / tra 8 anni

G7 denuncia volatilità cambi,parla di segnali di ripresa

ISTANBUL (Reuters) - Il Gruppo delle sette nazioni più ricche oggi ha detto che troppa volatilità nel mercato dei cambi potrebbe danneggiare l‘economia globale e il sistema finanziario, e ha nuovamente dato il benvenuto alla promessa della Cina di spostarsi verso una maggiore flessibilità valutaria.

<p>Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi (a sinistra) con il direttore dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn. REUTERS/IMF/Stephen Jaffe/Handout</p>

Le parole sulle valute nel comunicato finale emesso dal G7 dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali dopo una riunione a Istanbul è quasi identico ad un comunicato diffuso dopo il loro ultimo meeting ad aprile.

“L‘eccesso di volatilità e movimenti disordinati nei tassi di cambio hanno implicazioni avverse per la stabilità economica e finanziaria. Continuiamo a monitorare i mercati valutari attentamente e a cooperare come appropriato”, si legge nella nota.

Alcune nazioni europee volevano cambiare la dichiarazione sulle valute per riflettere i loro timori sul rafforzamento dell‘euro. Ma alla fine si è preferito mantenere il tono più soft sullo yuan cinese, o renminbi.

“Diamo il benvenuto al continuo impegno della Cina a spostarsi verso un più flessibile tasso di cambio, che dovrebbe portare a un continuo apprezzamento del renminbi in termini efficaci e aiutare a promuovere una crescita più equilibrata in Cina e nell‘economia mondiale”.

I paesi del G7 temono che uno yuan sottostimato stia alimentando le esportazioni cinesi a loro spese, contribuendo ad un‘economia squilibrata, con Pechino con un enorme surplus commerciale e gli Stati Uniti in grande deficit.

Nel comunicato c’è poco del futuro del G7 come organismo, che è stato fonte di speculazione dopo che il più ampio G20 -- che include economie emergenti come Cina e India -- è assurto a forum ideale per discutere della ripresa dopo la crisi.

Il G7 aggiunge di vedere “segnali di ripresa economica globale e continui miglioramenti nelle condizioni del mercato finanziario”.

Ma sottolinea che “non c’è spazio per il compiacimento visto che la prospettiva per la crescita resta fragile e le condizioni del mercato del lavoro non stanno migliorando”.

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