30 settembre 2009 / 14:49 / tra 8 anni

SCHEDA - Scudo fiscale, sanatoria estesa a reati societari

(Reuters) - Estensione dello scudo fiscale ai 
reati societari e tempo solo fino a metà dicembre per far 
emergere i capitali illecitamente esportati all'estero.
Sono queste le novità principali del decreto sul quale 
stasera la Camera voterà la questione di fiducia e domani la 
definitiva conversione in legge.
Il decreto modifica la normativa sullo scudo fiscale varata 
in luglio allentando la normativa antiriciclaggio ma, assicura 
il governo, lasciando intatto l'obbligo di segnalazione in capo 
alle banche per le operazioni in odore di mafia e terrorismo.
Lo scudo fiscale si applica dunque alle attività finanziarie 
e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 e rimpatriate 
o regolarizzate tra il 15 settembre e il 15 dicembre 2009.
Il governo non ha fornito stime ma secondo Guardia di 
finanza e Agenzia delle entrate ammonterebbe a circa 300 
miliardi la consistenza dei patrimoni italiani all'estero che 
potrebbero essere rimpatriati.
Più prudenti alcuni banchieri d'affari sentiti da Reuters, 
per i quali l'operazione potrebbe portare all'emersione di 
capitali per 50 o 100 miliardi di euro, con un gettito per lo 
Stato tra 2,5 e 5 miliardi.
ESTENSIONE A REATI SOCIETARI
Durante l'esame del decreto in Senato la maggioranza ha 
votato, con il via libera del governo, un emendamento a firma 
Salvo Fleres che ha esteso la sanatoria dei reati, finora 
limitata all'omessa dichiarazione e alla dichiarazione infedele.
Il governo, che in un primo tempo si era impegnato a fornire 
un elenco dei nuovi reati coperti dallo scudo, non ha presentato 
alcuna relazione illustrativa sull'emendamento.
Secondo una nota tecnica diffusa dall'ufficio legislativo 
del Pd in Senato, il nuovo testo comporta l'esclusione della 
punibilità penale:
* per i reati tributari come dichiarazione fraudolenta 
mediante l'uso di fatture o di altri documenti; dichiarazione 
fraudolente mediante altri artifici; dichiarazione infedele; 
omessa dichiarazione; occultamento o distruzione di documenti 
contabili;
* per i reati penali in materia societaria: false 
comunicazioni sociali; false comunicazioni sociali in danno 
delle società, dei soci e dei creditori;
* per reati penali come falsità materiale commessa da 
privato; falsità ideologica commessa dal privato in atto 
pubblico; falsità in registri e notificazioni; falsità in 
scrittura privata; uso di atto falso; soppressione, distruzione 
e occultamento di atti veri; falsità riguardante documenti 
informatici; false copie autentiche che tengono luogo degli 
originali mancanti.
DUBBI SUI PROCEDIMENTI IN CORSO
Il decreto esclude dallo scudo i reati per i quali sia stato 
avviato un procedimento entro "la data di entrata in vigore 
della legge di conversione del presente decreto", dizione che 
sembra indicare la data del 5 agosto.
Secondo l'Agenzia delle entrate, tuttavia, la data di 
riferimento è il 15 settembre 2009, cioè il giorno a partire dal 
quale è possibile presentare domanda di adesione allo scudo.
Un'interpretazione che ha sollevato perplessità in diversi 
parlamentari, poiché il riferimento al 15 settembre non sarebbe 
in nessun modo deducibile dal testo legislativo.
PRELIEVO AL 5% DEL CAPITALE, IN ASSOLUTO
Il governo ha previsto un'aliquota al 50% su un rendimento 
presunto annuo del 2% del capitale negli ultimi cinque anni, 
pari ad un prelievo di circa il 5% sul capitale.
Con una circolare diffusa ai primi di settembre (si aspetta 
a giorni la versione definitiva) l'Agenzia delle entrate ha 
spiegato che il prelievo è assoluto e non tiene conto del 
periodo effettivo di detenzione all'estero delle attività. 
Quindi, anche se si dimostra di aver mantenuto capitali 
all'estero solo per un anno, il prelievo resta al 5%.
SCUDO RIGUARDA ANCHE GLI EREDI, ESCLUSI GLI AGNELLI
L'Agenzia delle entrate ha spiegato che "fra i soggetti che 
possono presentare la dichiarazione di emersione sono da 
comprendere gli eredi di defunti". L'emersione può riguardare 
anche attività detenute in comunione da più soggetti. In questo 
caso, però, la dichiarazione riservata deve essere presentata da 
ciascuno dei soggetti interessati per la quota parte di propria 
competenza.
Lo scudo fiscale non potrà essere utilizzato dalla famiglia 
Agnelli, nei confronti della quale è stato aperto un 
accertamento fiscale i primi di agosto, secondo il direttore 
centrale accertamento dell'Agenzia delle Entrate Luigi Magistro.
PIU' SPAZIO ALLA REGOLARIZZAZIONE
La sanatoria è consentita a condizione che le attività siano 
rimpatriate in Italia da Paesi extra Ue, oppure regolarizzate o 
rimpatriate perché in essere in Paesi dell'Unione europea ed in 
Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un 
effettivo scambio di informazioni fiscali.
L'Agenzia delle entrate ha però specificato nella circolare 
che, in linea agli indirizzi di Bruxelles, la regolarizzazione è 
possibile anche per le attività detenute nei Paesi extra Ue 
"qualora sia rispettata la condizione che vi sia un effettivo 
scambio di informazioni". Il caso tipico è quello degli Usa.
RIMPATRIO DALLA SVIZZERA; REGOLARIZZAZIONE DAL LUSSEMBURGO
Più in generale, per Gran Bretagna e Lussemburgo, che 
appartengono all'Unione europea, vale la doppia opzione 
regolarizzazione/rimpatrio.
Chi invece ha esportato capitali in Svizzera, Paese che non 
appartiene all'Unione europea né aderisce allo spazio economico 
europeo, dovrà necessariamente rimpatriare le attività.
Niente regolarizzazione anche per Montecarlo, San Marino, 
Liechtenstein e Andorra.
Al momento, gli unici Paesi che aderiscono allo Spazio 
economico europeo e garantiscono lo scambio di informazioni sono 
Norvegia e Islanda.
LE DIFFERENZE RISPETTO ALLA "DISCLOSURE" IN USA E GB
Rispetto alla sanatoria presentata in altri Paesi, Stati 
Uniti e Gran Bretagna soprattutto, ci sono rilevanti differenze.
Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ha detto a
luglio che in Usa e Gran Bretagna il vero vantaggio non è tanto 
economico quanto il fatto che si evitano sanzioni penali.
"Si tratta di provvedimenti che non prevedono l'anonimato 
del contribuente e dove l'emersione comporta il pagamento 
dell'intero ammontare delle imposte, inclusive di interessi", ha 
spiegato Draghi.
I NUMERI DEI PRIMI DUE SCUDI
Con i provvedimenti varati nel 2001 e nel 2002 sempre da 
Tremonti erano emersi 73,1 miliardi di euro, che hanno 
comportato un gettito pari a 2,1 miliardi di euro.
Lo scudo 2001 prevedeva un'aliquota del 2,5% sull'importo 
dichiarato tra il novembre 2001 e il giugno 2002 ai fini del 
rimpatrio e della regolarizzazione. Sono emersi 54,6 miliardi di 
euro, pari a 33,2 miliardi per i rimpatri e a 21,4 miliardi per 
le regolarizzazioni.
Lo scudo 2002 prevedeva invece un'aliquota più alta, pari al 
4% e applicata sempre sull'importo dichiarato. Tra il gennaio e 
l'ottobre 2003 sono emersi 18,5 miliardi (10 miliardi di rientri 
e 8,5 miliardi di regolarizzazioni).
Dei 43,2 miliardi di euro complessivamente rimpatriati con i 
due scudi, oltre la metà sono pervenuti dalla Svizzera, per un 
totale di 25,14 miliardi di euro (58,1%).

<p>SCHEDA - Scudo fiscale, sanatoria estesa a reati societari. REUTERS/Police handout</p>
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