21 settembre 2009 / 09:31 / tra 8 anni

Obama chiede a G20 nuova strategia per economia mondiale

di Jeff Mason e Dave Graham

<p>Il presidente Usa Barack Obama . REUTERS/Larry Downing</p>

WASHINGTON/BERLINO (Reuters) - Il presidente Usa Barack Obama ha detto domenica di volere dai leader del G20 una nuova strategia di sviluppo per l‘economia globale come risposta alla peggiore crisi finanziaria degli ultimi decenni.

In Europa, i governi premono per introdurre limitazioni alle retribuzioni dei banchieri, altro punto dell‘agenda del meeting di giovedì e venerdì prossimi negli Usa.

Il summit si tiene nell‘ex centro siderurgico di Pittsburgh, Pennsylvania, ed è il terzo appuntamento in meno di un anno tra i leader dei 20 paesi più industrializzati o emergenti -- che rappresentano l‘85% dell‘economia mondiale -- per coordinare le risposte alla crisi.

In una lettera ottenuta da Reuters lo sherpa della Casa Bianca per il G20 spiega che gli Stati Uniti sperano nell‘adozione di una nuova cornice economica.

Obama ha detto che l‘economia Usa si sta riprendendo, anche se la disoccupazione resta elevata, ed è ora il momento di riequilibrare l‘economia mondiale dopo decenni di un eccesso di consumi statunitensi.

“Non possiamo tornare a una era in cui i cinesi, i tedeschi ed altri paesi ci vendono di tutto, noi ci riempiamo di carte di credito e di prestiti, ma non vendiamo loro nulla”, ha detto Obama in una intervista alla CNN.

Prima che la crisi scoppiasse in tutta la sua violenza nel 2007, gli economisti avevano più volte sottolineato i rischi insiti in uno squilibrio dell‘economia mondiale basato sugli enormi surplus commerciali e valutari di paesi esportatori come la Cina e di altrettanto enormi deficit negli Stati Uniti e in altre economie.

Dopo lo scoppio della bolla immobiliare e l‘aumento delle persone in cerca di un lavoro i consumi americani hanno subito un drastico ridimensionamento e Washington vuole che altri paesi assumano il ruolo di locomotive della crescita.

“Questo è ciò di cui si occuperà la riunione del G20 di Pittsburgh: come assicurare una economica più equilibrata”, ha detto ancora Obama alla CNN.

L‘Occidente ha più volte chiesto alla Cina di favorire l‘aumento dei consumi interni ma il presidente cinese Hu Jintao potrebbe opporre resistenza a cambiamenti significativi.

La proposta Usa, abbozzata in una lettera del consigliere di Obama per il G20, Michael Froman, parla di una nuova “framework” che contenga i principi e le procedure necessarie per raggiungere l‘obiettivo indicato dalla Casa Bianca.

“Questa ‘Framework’ consisterebbe in un impegno da parte dei leader del G20 a perseguire a livello individuale e collettivo un set di politiche atte a produrre una crescita più equilibrata”, si legge nella lettera vista dalla Reuters.

Anche se non cita alcun paese, la proposta implica per gli Usa l‘impegno ad aumentare la propensione al risparmio e a tagliare i deficit di bilancio, per la Cina una minore dipendenza dalle esportazioni e per l‘Europa riforme strutturali quali la riforma della normativa sul lavoro che rendano più attraenti gli investimenti nel Vecchio Continente.

Per vincere la resistenza cinese, Froman sostiene la richiesta di Pechino di avere maggior peso all‘interno del Fondo monetario internazionale.

Il Fmi sarebbe al centro di un processo di revisione che metterebbe a punto le politiche degli Stati membri e come queste condizionano la crescita mondiale.

Alcuni economisti temono che una disputa commerciale tra Usa e Cina sui dazi americani agli pneumatici cinesi sposti l‘attenzione sulla lotta al protezionismo e lasci in ombra una rivisitazione complessiva della struttura economica mondiale.

La domanda di un nuovo equilibrio è tuttavia in crescita.

“Occorre un riequilibrio della crescita e dei consumi nei paesi emergenti per avere sufficiente crescita nel breve periodo”, ha detto al Financial Times il direttore generale del Fondo Dominique Strauss-Kahn.

In Pittsburgh si è già tenuta la prima manifestazione anti-G20 con centinaia di dimostranti. Tra gli slogan la richiesta ai governi di creare più posti di lavoro attraverso un incremento della spesa in lavori pubblici.

“E’ una ripresa senza occupazione e c’è la prospettiva di una economia con un permanente alto tasso di disoccupazione”, ha detto Larry Holmes, di Bail Out the People Movement.

Manifestazioni di maggiori dimensioni sono attese per giovedì e venerdì.

L‘EUROPA VUOLE TETTI AI SALARI DEI BANCHIERI

In vista del vertice i governi europei hanno intensificato le richieste per l‘introduzione di tetti ai salari e ai bonus dei banchieri. Retribuzioni stellari legate a investimenti altamente rischiosi sono ritenute uno dei fattori scatenanti della crisi creditizia.

Il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck ha detto di appoggiare la proposta olandese di limitare i bonus ai manager delle banche al livello dei loro salari fissi, proposta osteggiata, invece, da Wall Street e da Washington.

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel, che spera di essere rieletta il prossimo week end, ha detto sabato di essere “estremamente ottimista” su un accordo sulla riforma del mercato finanziario.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha smussato la posizione sul tetto ai bonus, rendendo più facile un compromesso al G20 che leghi le retribuzioni dei banchieri a risultati di lungo periodo.

Steinbrueck, membro dei Social democratici tedeschi, ha detto di essere a favore di una tassa globale sulle transazioni finanziarie che scoraggi la speculazione.

Una bozza Usa del comunicato finale del summit, secondo la rivista Der Spiegel, non cita questa misura. Ma fonti del G20 hanno riferito a Reuters che questa idea sarà discussa dai leader.

Domenica il presidente della Commissione europea Manuel Barroso ha detto che l‘Ue introdurrà limiti alle paghe dei banchieri anche se ciò non dovesse succedere negli Usa.

Gli Stati Uniti vogliono dimostrare all‘Europa di non segnare il passo delle riforme finanziarie che sono state messe in ombra dal dibattito sulla riforma sanitaria e dalla potente lobby bancaria.

La strada delle riforme finanziarie negli Usa potrebbe essere ancora più lenta dal momento che la proposta Obama è stata giudicata troppo blanda dal senatore più influente sulla legislazione finanziaria.

A Pittsburgh i leader del G20 dovrebbero discutere anche di cambiamenti climatici in vista della conferenza Onu di dicembre sulle emissioni di gas serra.

Oggi a New York Barroso dovrebbe lanciare un allarme sullo stallo delle trattative. “Il mondo non può permettersi un risultato così disastroso”, dirà il presidente della Commissione Ue secondo le anticipazioni.

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