18 settembre 2009 / 15:50 / tra 8 anni

Risanamento, udienza 22 non risolutiva: i nodi da sciogliere

MILANO (Reuters) - All‘udienza del prossimo 22 settembre si esclude che il giudice di Milano Pierluigi Perrotti possa emettere una decisione sul piano di salvataggio di Risanamento, ma in quella data dovranno essere affrontati una serie di nodi procedurali, essenziali per l‘iter di questa vicenda, ma rilevanti anche per gli eventuali futuri procedimenti regolati da una normativa fallimentare relativamente nuova.

Lo riferiscono fonti legali e giudiziarie, che aiutano a tracciare un quadro del campo in cui verrà delineato il futuro, e il passato, del gruppo immobiliare gravato da 2,9 miliardi di debiti.

Innanzitutto non c’è un solo procedimento civile aperto sulla questione davanti al Tribunale di Milano, ma sono due, paralleli: il primo è quello prefallimentare avviato dalla procura di Milano -- che ha nel recente passato espresso più di una perplessità sulla consistenza del piano di salvataggio -- con la presentazione dell‘istanza di fallimento per la società; il secondo è quello partito con il ricorso della società all‘articolo 182 bis della legge fallimentare (modificato nel 2007), con la presentazione del piano che va omologato dal giudice.

E questo è il primo nodo: si dovrà stabilire se i due procedimenti possono convivere. Davanti al giudice - che potrà esprimersi nell‘udienza monocratica del 22 o riservarsi e decidere con il collegio giudicante - si aprono tre possibilità: stabilire che i due procedimenti possono andare avanti insieme; dichiarare improcedibile quello della richiesta di fallimento avanzata dalla procura; sospenderlo (60 giorni dalla presentazione del piano) in attesa della definizione nel merito del procedimento sul 182 bis.

Nel primo caso (“in vita” entrambi i procedimenti), la procura avrebbe la possibilità di “entrare” a esaminare l‘operatività pregressa del gruppo, anche con una eventuale richiesta di attività istruttorie, come acquisizioni di atti, per valutare il piano. Possibilità a cui è speculare quella della società di presentare eventuali ricorsi od opposizioni.

Negli altri due casi (sospensione o “cancellazione” del procedimento prefallimentare), si tratta di vedere se la procura avrà la possibilità di presentare osservazioni o richieste all‘interno del procedimento del 182 bis. Nel caso, i magistrati inquirenti avranno tempo fino al 16 ottobre per l‘eventuale presentazione di una opposizione al piano. “La domanda è se queste norme tolgano o no spazi agli organi pubblici, come la procura, per valutare l‘insolvenza”, sintetizza una delle fonti consultate.

Il 16 ottobre è anche il termine entro il quale potranno presentare opposizione i creditori. A proposito delle facoltà dei quali, va ricordato che il 182 bis sospende per 60 giorni dalla presentazione del piano gli eventuali procedimenti esecutivi e cautelari nei confronti della società.

Da ultimo, oltre alla vicenda in corso al Tribunale Civile di Milano, resta sullo sfondo l‘inchiesta penale aperta dai pm Roberto Pellicano e Laura Pedio con le ipotesi di reato di falso in bilancio e bancarotta, reato quest‘ultimo per cui si può indagare sino a quando non venga ritirata o respinta l‘istanza di fallimento.

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