16 settembre 2009 / 14:42 / tra 8 anni

Gas, Aie: Europa rischia un'altra crisi questo inverno

di Sylvia Westall

<p>Un lavoratore alle prese con bombole di gas a Brovary,citt&agrave; ucraina. REUTERS/Konstantin Chernichkin</p>

FUSCHL, Austria (Reuters) - Questo inverno l‘Europa corre il rischio di vivere una nuova crisi energetica ma il pericolo non va nemmeno esagerato, secondo quanto riferito oggi da un alto funzionario dell‘Agenzia Internazionale dell‘Energia (Aie).

Una disputa sul prezzo tra la Russia e l‘Ucraina, Paese di transito, potrebbe tagliare l‘approvvigionamento di gas per l‘Europa durante un gennaio che quest‘anno si preannuncia gelido.

“C’è sicuramente il rischio che si ripeta (il braccio di ferro russo-ucraino dell‘anno scorso) ma io non drammatizzerei eccessivamente”, ha raccontato ai reporter Richard Jones, vice-direttore esecutivo dell‘Aie, a margine di una conferenza a Fuschl .

“C’è sicuramente un problema, dal momento che l‘Ucraina ha un grosso debito nei confronti della Russia e quest‘ultima ha certamente il diritto di pretendere che venga saldato”, ha spiegato, aggiungendo però che il rapporto tra i due Paesi sembrerebbe essere migliorato un po’.

Jones ha precisato che l‘Aie non vuole assistere ad una nuova paralisi dei rifornimenti causata da una disputa commerciale ed ha aggiunto che l‘agenzia sta incoraggiando i Paesi interessati a mettere da parte delle riserve di gas. “Si stanno muovendo nella direzione giusta, bisogna preoccuparsi di farlo prima dell‘inverno”.

Per quanto riguarda il mercato petrolifero, Jones ha spiegato che l‘equilibrio tra domanda e offerta sembrerebbe buono ma una ripresa economica troppo veloce potrebbe costituire un problema.

“In questo caso potremmo trovarci di fronte ad un nuovo restringimento del mercato, magari non quest‘anno ma nei prossimi due o tre anni, sì. Se la ripresa dalla recessione è lenta, allora possiamo calcolare che una nuova contrazione potrebbe non esserci per altri cinque anni”.

“Benché i mercati energetici al momento siano in equilibrio, l‘Opec non dovrebbe ritenere opportuno tagliare la produzione”, ha continuato Jones.

“Noi crediamo sia molto importante avere una capacità (produttiva) extra per cui è importante che l‘Opec continui a estrarre petrolio mantenendo il ritmo attuale”, ha detto il tecnico.

“Se (l‘Opec) dovesse tagliare la produzione, sperando magari di far salire i prezzi, questo potrebbe avere un impatto negativo sul risultato economico” , precisando che la scelta si rifletterebbe negativamente sull‘immagine dell‘Opec.

L‘organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio aveva deciso di non intervenire sugli obiettivi di estrazione petrolifera in una riunione svoltasi a Vienna la settimana scorsa. I ministri del petrolio si incontreranno di nuovo a dicembre in Angola.

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