11 settembre 2009 / 10:11 / tra 8 anni

Italia, Ref vede nuovo consistente calo occupazioe in 2010

S.MARTINO IN CAMPO, Perugia (Reuters) - L‘istituto di ricerca Ref conferma sostanzialmente le sue stime del quadro macro per l‘Italia con un calo del Pil nel 2009 del 5,2% ed un deficit/Pil al 5,5% e dice che nel 2010 si registrerà una nuova consistente caduta dell‘occupazione, con una disoccupazione vista intorno al 9%.

<p>Italia, Ref vede nuovo consistente calo occupazioe in 2010. REUTERS/Stefano Renna</p>

Il nuovo quadro macro Ref è stata realizzato in collaborazione con Confesercenti e presentato al Meeting annuale del sindacato del commercio iniziato oggi.

Il Ref vede il Pil 2009 a -5,2% (come nella precedente previsione del 23 luglio scorso), nel 2010 a 0,4% (confermato), nel 2011 a 1,5% (nuovo); il deficit 2009 al 5,5% e 2010 al 5,8% (confermati), 2011 al 5,0% (nuovo); il debito/Pil 2009 a 115,3% (confermato), 2010 a 119,2% (rivisto da 119,3%), 2011 a 120,3% (nuovo).

Secondo il rapporto Ref/Confesercenti si disegna così “uno scenario di crescita modesta dell‘economia nel biennio 2010-2011, insufficiente per recuperare le perdite, sia in termini di output che di occupazione, registrate durante la recessione. In particolare, non si intravede per l‘Italia un impulso autonomo dal lato della domanda interna in grado di innescare un ciclo in grado di autosostenersi”.

Per quel che riguarda il mondo del lavoro, la domanda “risente delle tendenze del ciclo economico, registrando una nuova consistente caduta nel corso del 2010. La disoccupazione si manterrebbe nel corso del prossimo biennio intorno al 9%, valore di circa tre punti superiore al dato medio del 2007”.

“In sintonia con quanto ipotizzato a livello internazionale, poi, il tasso di inflazione dovrebbe mantenersi ad un livello non preoccupante, sotto il 2%, anche per i prossimi due anni”, dice ancora.

Il rapporto pone la questione della difficile situazione dei conti pubblici, con “la spesa primaria che non riesce ad attenersi alle regole: anche quest‘anno la sua crescita supererà largamente le previsioni e i limiti imposti”.

Secondo il rapporto, visto che non si potrà contare su investimenti pubblici per la ripresa, si dovrà “riprendere una stagione di riforme” ed è “necessario uno shock sulla crescita”.

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