11 settembre 2009 / 08:21 / tra 8 anni

Italia, produzione industriale luglio balza a 1%

MILANO (Reuters) - Deciso miglioramento per la produzione industriale italiana che a luglio registra due notizie positive: il dato congiunturale è uscito a +1% su base destagionalizzata, ben sopra le attese per un rialzo dello 0,5%, ma anche il dato di giugno è stato rivisto sensibilmente, passando a -0,6% dal precedente -1,2%.

<p>Italia,produzione industriale luglio sale 1% su mese sopra stime. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

“E’ un risultato sicuramente positivo non soltanto per la lettura di luglio, ma anche per la revisione migliorativa di giugno che rispetto alla prima lettura evidenzia la metà della contrazione”, commenta Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

L‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato sempre in luglio un calo del 18,2% su base annua dal -21,6% di giugno (rivisto dal precedente -21,9%), contro attese per una flessione del 20,6%.

Nei primi sette mesi dell‘anno la produzione industriale scende del 21% su base annua, secondo dati corretti per i giorni lavorativi.

“E’ una sopresa molto positiva”, commenta Gilles Moec, economista di Deutsche Bank. “La ripresa sembra essersi concentrata su luglio”.

EFFETTI SUL PIL: TRIM3 IN CRESCITA?

Il dato di luglio, inaspettatamente positivo, incoraggia a rimettere mano alle stime del trimestre in vista di un quadro di insieme più positivo per la crescita italiana. Gli economisti invitano però alla cautela, preferendo aspettare ulteriori eventuali conferme dai dati dei prossimi mesi, data la volatilità dei numeri del periodo estivo in Italia.

“Il dato conferma che potremmo uscire dalla recessione già in questo trimestre, ma preferisco mantenermi ancora su una stima piatta per il Pil”, sostiene Marco Valli, economista di Unicredit.

Per Mameli “è un segnale sicuramente positivo per la partenza del terzo trimestre: se la produzione rimanesse invariata ad agosto e settembre avremmo nei tre mesi al 30 settembre un incremento trimestrale di 0,6% dopo il -3,6% del secondo e il -9,6% del primo trimestre”. Però, avvisa, “potrebbe comunque trattarsi anche di un semplice rimbalzo tecnico legato alla marcata erosione delle scorte”.

“Luglio dà una buona prospettiva per il terzo trimestre anche se naturalmente bisogna attendere conferme da agosto e settembre”, concorda Laura Cavallaro di Banca Aletti.

BENI DUREVOLI ANCORA IN FLESSIONE

Nei dettagli, il particolare che balza agli occhi è la fatica dei beni durevoli che anche a luglio non sono riusciti ad invertire una tendenza negativa che ormai dura da mesi, scendendo dell‘1,6% su mese.

“La componente è ancora in calo nonostante il buon andamento delle vendite di auto”, spiega Valli, forse perché “il grosso della richiesta è stata affrontata con le scorte accumulate in magazzino, senza quindi avere grandi effetti sulla produzione di beni durevoli”.

Salgono invece dello 0,9% i beni di consumo dopo la scarsa performance degli ultimi mesi, mentre il rallentamento del ritmo di caduta dei beni capitali (a -0,9%) è in linea con l‘ipotesi che la parte peggiore della frenata degli investimenti fissi sia ormai alle spalle.

In deciso rialzo, a +3,6%, anche la componente energetica.

Su anno la flessione più sensibile, si legge nel rapporto pubblicato da Istat, si registra per macchinari e attrezzature (a -34,1%), mentre i prodotti farmaceutici sono saliti del 13,1% e le industrie alimentari, bevande e tabacchi dello 0,1%.

RINCORRENDO L‘EUROPA

La lettura di luglio dell‘Italia è risultata estremamente positiva se confrontata con i dati analoghi di Francia e Germania, usciti entrambi al di sotto delle attese.

Inutile farsi illusioni, avvertono però gli analisti, il vantaggio di luglio recupera soltanto in parte la frattura che si era creata nei mesi scorsi con il resto della zona euro.

“Penso ancora che l‘Italia continuerà a restare indietro rispetto al resto della zona euro, vista la mancanza di grandi stimoli governativi e la debolezza dell‘export”, dice Moec.

“L‘Italia è tra i paesi che si stanno riprendendo più lentamente”, rincara la dose Laura Cavallaro.

“Se rispetto all‘Europa siamo andati bene, è anche il frutto della correzione sui mesi precedenti, usciti molto negativi per l‘Italia”, sottolinea Valli. “Non ne trarrei una tendenza definitiva, ci stiamo soltanto portando in linea con il resto della zona euro. Per il terzo trimestre mi aspetto l‘inizio della chiusura del gap”.

In settimana la Germania ha incassato una brusca frenata della produzione industriale, con il dato di luglio in calo su mese dello 0,9% contro attese per un rialzo dell‘1,5%. Ha messo a segno una performance migliore la Francia, a +0,1%, deludendo però la mediana delle attese per un aumento dello 0,7%.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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