10 settembre 2009 / 09:27 / tra 8 anni

Italia, Pil 2° trimestre confermato -0,5%, bene spesa governo

<p>Passanti a Roma. REUTERS</p>

di Francesca Landini

MILANO (Reuters) - In base ai dati definitivi di Istat, nel secondo trimestre del 2009 il Pil è sceso dello 0,5% sui tre mesi precedenti, quando aveva mostrato una caduta del 2,7%. A livello tendenziale il Pil è sceso del 6% come nel primo trimestre.

Il dettaglio Istat sulle componenti mostra un balzo della spesa pubblica di 1,3% su base trimestrale, un dato sorprendente per gli economisti, che avevano previsto un andamento positivo di questa voce ma non di tale entità.

Una sorpresa positiva arriva dai consumi privati, che salgono a fronte di previsioni miste.

Come atteso, gli investimenti continuano a calare, mentre le esportazioni nette fanno peggio delle previsioni e si rivelano ancora una zavorra per l‘economia italiana.

Le scorte sono in calo, ponendo le basi per un recupero della produzione industriale se la domanda risalirà.

SORPRESA POSITIVA PER SPESA GOVERNO E CONSUMI PRIVATI

“Si vede un andamento molto forte della spesa pubblica. E’ una sorpresa: +1,3% trimestre su trimestre è un dato... che non si vedeva da anni” commenta Marco Valli di Unicredit Mib. “Si tratta di acquisti di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione”, ma è difficile capire perchè ci sia stato questo rimbalzo, aggiunge, spiegando che, senza quel +1,3%, la contrazione del Pil sarebbe stata -0,8% invece che -0,5%.

La mano pubblica emerge chiaramente anche sul dato dei consumi privati che segnano un rialzo trimestrale di 0,3% grazie a un rimbalzo della spesa sui beni durevoli. Si tratta soprattutto di acquisti di automobili spinti dagli incentivi alla rottamazione. Questo è il primo segno positivo per i consumi privati che avevano messo in fila sei trimestri di calo.

INVESTIMENTI ANCORA GIU’, EXPORT PEGGIO DI ATTESE

Gli incentivi alla rottamazione potrebbero aver aiutato anche gli investimenti, che segnano un rimbalzo per i beni di trasporto, ma in totale registrano una nuova flessione, -2,9%, seppure più contenuta dei trimestri precedenti.

Una delusione arriva, invece, dalle esportazioni che calano di 3,7% su trimestre a fronte di un -3% delle importazioni fornendo un contributo negativo al Pil.

“La cosa che mi colpisce di più è il calo congiunturale delle esportazioni che contrasta con una crescita leggermente positiva dell‘export in Francia e un andamento lievemente negativo in Germania” commenta Gilles Moec di Deutsche Bank. “L‘Italia sembra essere la più colpita tra i paesi della zona euro e mostra una maggiore difficoltà a registrare un recupero dell‘export”.

Da ultimo le scorte calano, sottraendo al Pil 0,3 % dopo una contrazione registrata anche tra gennaio e marzo.

“E’ un quadro interlocutorio” riassume Paolo Pizzoli di Ing Bank. “Sappiamo che il quadro di fondo sta migliorando e che il peggio è quasi certamente passato, ma il profilo di recupero dell‘economia purtroppo sarà caratterizzato da un andamento non lineare”.

Secondo gli economisti il lento recupero dell‘economia italiana rimane dipendente dagli interventi pubblici, incentivi alla rottamazione in primis. Per una ripresa che si autosostiene è necessaria una crescita solida della produzione di pari passo con il recupero della domanda.

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