9 settembre 2009 / 08:33 / 8 anni fa

Confindustria, ripresa +0,8 nel 2010, forte calo occupati

ROMA (Reuters) - Confindustria ha aggiornato le proprie stime macroeconomiche sull‘Italia con una crescita del Pil nel 2010 a +0,8% ma prevede che le imprese, esaurita la cassa integrazione, debbano tagliare posti di lavoro per ripristinare la produttività a livelli pre-crisi.

<p>Immagine d'archivio di una manifestazione di lavoratori. REUTERS/HO</p>

Il centro studi di Confindustria vede un calo di 700.000 unità di occupati dal livello del quarto trimestre 2008 al quarto trimestre 2010 con 577.000 posti persi nel 2009 e altri 120.000 nel 2010.

I nuovi scenari economici, presentati nel corso di un convegno su “Le sfide della politica economica”, prevedono che il Pil italiano cali del 4,8% (la stima era del -4,9% a giugno) nel 2009 e torni a crescere dello 0,8% (era 0,7%) nel 2010.

Il tasso di disoccupazione è visto all‘8,3% nel 2009 e al 9,5% nel 2010. L‘occupazione totale in termini di unità di lavoro standard è vista in calo del 2,8% nel 2009 e dell‘1,4% nel 2010.

“L‘occupazione tenderà ad aggiustarsi al Pil: le aziende nella prima parte dell‘anno hanno difeso occupazione a scapito dei bilanci ora cercheranno di gestire l‘occupazione, riducendola, per risanare i bilanci”, ha detto Paolazzi.

Il rapporto Csc stima che “dal secondo trimestre 2009 le imprese abbiano dovuto cominciare a ridurre l‘input di lavoro a un ritmo più alto del calo di attività, lungo una traiettoria che permetterà alla produttività di ritornare sui livelli di poco inferiori a quelli pre-crisi entro la metà del 2010”.

“La domanda di lavoro tornerà a crescere solo dal secondo semestre del 2010”.

CRISI, RIPRESA SARA’ LENTA E LUNGA

La ripresa però, ha spiegato il capo economista di Confindustria Luca Paolazzi “non risolve i problemi creati dalla crisi, siamo dentro fino al collo alle conseguenze economiche della crisi”.

“Il ritorno dell‘economia ai livelli pre-crisi non avverrà rapidamente e forse in alcuni casi non avverrà mai”, ha spiegato l‘economista spiegando l‘attuale congiuntura con l‘immagine di un bosco dopo un incendio in cui riprendono a germogliare solo alcuni rami.

“L‘incendio è spento ora il problema è rimboschire”, ha detto.

Per i conti pubblici il deficit è visto al 5,2% nel 2009 (era stimato al 4,9% a giugno) e al 5% nel 2010 (era 4,7%) con un debito a 114,8% nel 2009 e 117,8 nel 2010 (poco variati dalla precedente stima).

EXIT STRATEGY CON MOLTE INCOGNITE, NODO ALTI DEBITI PUBBLICI

Nell‘analisi di Confindustria si sottolinea che il tema delle strategie di uscita dalle misure di sostegno all‘economia, in agenda al G20 di Pittsburgh del 24-25 settembre, “presenta molte incognite”, al di là della delicata questione del timing giusto.

Le incognite riguardano “non tanto la parte monetaria, quanto quella dei bilanci pubblici”.

“In particolare appare complessa la stabilizzazione degli alti debiti pubblici lasciati in eredità dalla crisi”.

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